“Nessun passo avanti e nessuna trasparenza. In barba agli impegni presi, il Ministero della Salute sta lasciando i precari, ormai diventati disoccupati, nella completa incertezza, mentre l’agenzia pensa a qualche nuova spartizione delle spoglie. Noi continueremo la mobilitazione finché non sarà garantito un futuro alle 70 famiglie di questi lavoratori che, dopo aver vissuto in prima linea l’emergenza Covid e assicurato servizi essenziali per il sistema sanitario, sono state lasciate in mezzo a una strada”. Così Paolo Terrasi, Sandro De Paolis e Angelo Angritti – responsabili territoriali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – dopo l’incontro di oggi al Ministero della Salute, seguito al presidio dei lavoratori precari di Agenas.

“C’è grande rabbia e delusione”, rimarcano i responsabili di Cgil Cisl Uil. “Agli ormai ex-precari era stato prospettato, con tanto di impegno formale da parte delle istituzioni, un giusto percorso di riassunzione e stabilizzazione, attraverso la legge Madia e un apposito decreto che non è mai stato emanato. Considerando per di più che si tratta di lavoratori che non possono accedere né all’indennità di disoccupazione né agli altri ammortizzatori sociali. Se questo è il riconoscimento che si deve a chi svolge compiti essenziali a vantaggio di tutta la comunità, noi non ci stiamo. E protesteremo in tutte le forme possibili”.

“Senza contare che, come ulteriore oltraggio a chi si è guadagnato il posto di lavoro, all’Agenas stanno proliferando nuovi contratti a tempo determinato o a progetto, che però non riguardano i precari con diritto alla stabilizzazione”, proseguono Terrasi, De Paolis e Angritti. “La mancanza di trasparenza dell’agenzia, così come l’inerzia assoluta del ministero direttamente responsabile, che dovrebbe vigilare, sono inaccettabili. Dal nuovo governo ci saremmo aspettati ben altro passo e ben altra considerazione per la dignità, per le competenze e per l’esperienza di questi lavoratori”.

“Siamo pronti a scendere di nuovo in piazza e a lottare fino a che gli impegni per una soluzione definitiva della vertenza non saranno rispettati”, concludono i sindacalisti. “Difenderemo i posti di lavoro ad ogni costo, perché professionalità e merito devono contare. Solo così potremo garantire il diritto di chi lavora e la qualità di un sistema sanitario che è ancora, più che mai, il primo baluardo di difesa per i cittadini e la comunità”.

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