“Prestiti garantiti per le imprese, soluzione ponte con bad bank”. Così titola stamattina Il Sole 24 Ore. Le misure in arrivo. Allo studio l’utilizzo della Amco per prevenire le crisi. Domani vertice fra Mise, Mef e Cdp per varare nuovi strumenti. Nel Dl Sostegni 500 milioni per le crisi. Slitta di un anno l’allerta fiscale del nuovo Codice.

A pagina 3: “Imprese, contro la mina prestiti in campo la bad bank del Tesoro”. Il nodo liquidità. L’Amco possibile perno di una soluzione per evitare l’escussione delle garanzie sui crediti. Domani riunione tecnica tra Mise, Economia e Cdp per individuare nuovi strumenti.

Laura Serafini nel suo pezzo odierno entra nel dettaglio: “(….) La soluzione alla quale si sta pensando si chiama Amco: la bad bank pubblica che gestisce i crediti deteriorati, molti rilevati in occasione delle più recenti crisi bancarie, da Mps, a Popolare di Bari, Carige, Creval, per non parlare delle due Popolari Venete nel 2017. La percorribilità del suo utilizzo è ancora in fase di verifica. L’idea nasce dall’esigenza di evitare l’impatto diretto delle escussioni della garanzie sul bilancio pubblico. Da questo punto di vista, l’intervento di Amco non rappresenterebbe un aiuto di Stato, ma andrebbe in soccorso allo Stato, dal quale è controllata. Di pari passo si avrebbe il risultato di sostenere le imprese meritevoli. L’operazione punterebbe a fornire nuova finanza all’azienda prima che entri in difficoltà. Prestiti che fornirebbe Amco, visto che per le banche sarebbe difficile a quel punto erogare ancora. Una volta che si è arrivati a quel passaggio, però, la prospettiva sarebbe quella di far uscire il prestito dall’istituto che lo ha originato e di farlo rilevare dalla società pubblica, che questo fa di mestiere, compra crediti anche se in questo caso non sarebbero ancora deteriorati conclamati (…)”.

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