Una visita speciale per l’Università Niccolò Cusano e una certezza: il protocollo studiato per contenere il diffondersi del coronavirus e assicurare a tutti gli studenti un ritorno in aula, è stato apprezzato sia dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che dal direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani, Francesco Vaia.

Accompagnati da Stefano Ranucci, presidente del cda della Unicusano, hanno potuto constatare la professionalità e la scrupolosità con cui il personale della più importante università telematica in Italia lavora per garantire, ogni giorno, salubrità e sanificazione degli ambienti.

E non solo: perché per professori e studenti è stato allestito un gazebo nel cortile interno dove effettuare il test sierologico. Così, in tutta tranquillità, si potranno seguire le lezioni o sostenere gli esami in sede.

L’assessore D’Amato, a margine dell’incontro, non solo ha tessuto le lodi dell’Unicusano per la metodologia di lavoro applicata, ma lo ha anche additato come modello virtuoso da seguire. Strizzando l’occhio agli altri atenei del Lazio.

 

Tutte le aule sono state riorganizzate seguendo le indicazioni ministeriali su parafiati e distanziamenti di sicurezza; ognuna è dotata di un macchinario di sanificazione che impiega una combinazione esclusiva di tecnologie quali:

 

  • la generazione di ioni
  • un filtro sigillato migliore dell’HEPA
  • ossidazione fotocatalitica

L’efficacia è stata provata da diversi test condotti all’interno di laboratori universitari e dall’azione dimostrata contro batteri, virus, polveri e funghi nell’aria e sulle superfici.

 

A prender parte alla visita anche i consiglieri regionali del Lazio Antonello Aurigemma, Chiara Colosimo e Giorgio Ialongo, quest’ultimo consigliere nel Comune di Latina. “Grazie a questa iniziativa – racconta Giorgio Ialongo – abbiamo potuto conoscere dal professor Francesco Vaia qual è la situazione sui vaccini e quanto è stato fatto finora dalla Regione in collaborazione con altri ospedali, tra cui proprio lo Spallanzani”.

Per il presidente del consiglio di amministrazione dell’Unicusano, Stefano Ranucci, l’ateneo si impegna per “rendere sempre più Covid free la nostra università per allontanare il rischio e la paura del virus. Oltre ad aver assunto tutte le misure di precauzione tra cui distanziamento sociale, misurazione della temperatura sia all’ingresso del parco che della struttura universitaria, segnaletica orizzontale e verticale, nonché la fornitura di dispositivi di protezione individuale per tutti, abbiamo disposto che tutti gli studenti che dal 1° settembre svolgeranno gli esami in presenza, dovranno prima effettuare l’esame sierologico capillare nel nostro Ateneo. Qualora uno studente risultasse positivo – spiega il Presidente Ranucci – verrebbe indirizzato immediatamente presso una struttura ospedaliera in convenzione con l’ateneo per effettuare il test sierologico con prelievo. Se lo studente dovesse risultare nuovamente positivo, la struttura a sua volta applicherebbe il protocollo della regione, direzionando lo studente presso un centro per effettuare il tampone. Questo servizio, oltre ad essere necessario per rendere la nostra università Covid free, è uno strumento utile anche per la comunità tutta, in quanto si propone di rilevare quei casi asintomatici che altrimenti sarebbe difficile identificare”.

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