“Professionisti: dal Mef no al fondo perduto, ma indennizzi veloci”, titola in prima pagina Il Sole 24 Ore.

Notizia ripresa a pagina 3: “Professionisti: no del governo al fondo perduto, subito gli indennizzi”.

Il quotidiano economico ha intervistato Marco Leonardi, consigliere economico del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri: “Assimilare i professionisti alle imprese e portandoli, quindi, dalle casse professionali all’agenzia dell’Entrate per accedere al fondo perduto – come chiedono a gran voce le categorie (si veda Sole24Ore di ieri) – produrrebbe questo effetto. Per i piccoli e medi non cambierebbe nulla, visto che percepiranno lo stesso ristoro garantito dagli indennizzi. Quello che cambierebbe, invece, è che lo Stato si troverebbe a dare soldi ai ricchi avvocati e notai con fatturati milionari”. Per questo motivo “nel decreto Rilancio i professionisti prendono le indennità previste dall’Inps e dalle casse professionali ma non l’indennizzo dell’agenzia delle Entrate per le imprese. Certo, il parlamento è sovrano, e le sue decisioni saranno rispettate. Ma il governo ha seguito una ratio ben precisa per assicurare i giusti ristori a tutti soggetti colpiti dall’emergenza sanitaria”.

I professionisti “poveri”, ad esempio, ha proseguito Leonardi, “prendono 600 più 600 più 1000 euro, oltre ad agevolazioni su affitti, bollette, Irap. In particolare, i 2.200 euro di indennità è esattamente quello che nel ristoro alle imprese prenderebbe un’azienda, società di capitali o di persona, con 120mila euro di fatturato annuo che ha perso tutto il fatturato di aprile. Non sarebbe così, invece, per i professionisti più ricchi che richiederebbero allo Stato cifre di tutt’altra entità”. (…)

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