“Tutti vanno aiutati. Qualche settimana fa avevo sollevato il tema del lavoro nero e delle vittime del lavoro nero. Ma sono stata bersagliata da insulti, i soliti titoloni di giornali e offese anche violente e rabbiose. Ora, invece, tutti discutono di come sostenere i lavoratori vittima del lavoro nero. Ne sono lieta: l’importante è che si affronti concretamente il problema. E’ un notevole passo in avanti per il Paese”. Lo afferma la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in un post su facebook.

Oggi anche il Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini, ha sottolineato che bisogna aiutare chi lavora in nero perché, “mai come in questa fase, è giusto dire che non si può lasciare nessuno indietro”. Parole che rispecchiano perfettamente ciò che penso da sempre e ho spesso detto: nessuno deve rimanere indietro.

Il lavoro nero è un problema enorme che si manifesta in tantissimi settori dell’economia. Una questione reale, che bisogna affrontare per invertire la rotta. Ma girare la testa da un’altra parte è dannoso per tutti e, soprattutto, per quei lavoratori che ne sono vittima. Sfruttati, ricattati, umiliati, invisibili.

Voglio quindi ribadirlo con forza: il lavoro nero è sbagliato. Oggi ci troviamo davanti una platea ampia di persone che all’improvviso, da un giorno all’altro, si trovano senza un euro e con il serio rischio di non poter comprare da mangiare per la propria famiglia. Parliamo di lavoratori che navigavano a vista nel sommerso, privi di ogni garanzia, vittime di un meccanismo che li stritolava e ricattava quotidianamente. E che ora hanno bisogno di aiuto. Perché, prima di tutto, sono esseri umani con bambini e anziani a carico. Uno Stato democratico non li può abbandonare negli abissi della disperazione e del malessere sociale. E ne sono convinta: ciò non avverrà.

Nessuno deve rimanere indietro non è uno slogan, ma il filo condutture che attraversa ogni nostra scelta e azione politica. Cerchiamo di trasformare questa situazione complessa e drammatica in un’opportunità a protezione dei più deboli. Può essere un’occasione per togliere dall’ombra questi lavoratori, per farli emergere dal sommerso. Garantire loro un sostegno economico oggi può costituire l’inizio di un percorso. Affinché, stavolta davvero, nessuno resti più indietro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here