Il Corriere di Roma apre stamattina con un’intervista di Andrea Arzilli al vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, con il quale si parla in primis dei fondi Ue.

Ventuno progetti per oltre 5 miliardi di euro: per la transizione ecologica il Lazio prevede di investire circa un terzo dei 17 miliardi chiesti al governo relativamente al Recovery fund. Perché in un momento di crisi destinare una porzione così importante di risorse alla svolta «green?»

“Perché in questi mesi abbiamo imparato che il futuro di un territorio significa avere la capacità di attivare processi di sviluppo sostenibili e resilienti – risponde Leodori –. È da questo che passa la competitività di un sistema, sia nella fase di espansione che nel rilancio a fronte di una crisi. A cosa pensiamo? Sostenibilità e resilienza significano, ad esempio, valorizzare l’economia circolare, le smart cities, la bioeconomia e gli investimenti nelle imprese green. Il Next generation Lazio, frutto anche del grande lavoro iniziatoamarzo scorso dagli esperti di LazioLab, contiene 21 progetti dedicati alla linea strategica della transizione ecologica, una rivoluzione verde che prevede interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica e antisismica di edifici pubblici e privati, e degli stabilimenti produttivi. E, ancora, abbiamo pensato a interventi che contrastino l’inquinamento delle acque, mitighino i rischi idrogeologici, supportino il rimboschimento. (…) Come Lazio abbiamo presentato 41 progetti per una valore complessivo di 17 miliardi. Al momento siamo in attesa che il governo comunichi le risorse che ha deciso di destinare sulla base delle proposte presentate. Ma sappiamo già che dei 209 miliardi una quota importante, relativa al Piano nazionale per il rilancio e la resilienza, dovrà essere gestita dagli enti locali. Vedremo quali saranno i criteri di ripartizione. Per le infrastrutture abbiamo presentato iniziative su due linee strategiche: modernizzazione, con circa 3,5 miliardi su un totale di sette e, appunto, transizione ecologica con circa 2,5 miliardi su 5 totali. (…). Le opere? Penso alla chiusura dell’Anello ferroviario di Roma e alla trasversale su ferro Tirreno-Adriatica: vogliamo favorire una progressiva sostituzione dell’auto con il treno come principale mezzo per spostarsi dalla provincia alla città, proprio come ci chiede l’Ue. Vogliamo un Lazio con trasporti pubblici efficienti e sostenibili, per questo abbiamo progetti per il Tevere navigabile, per portare la metro A fino a Tor Vergata, per Roma-Civitavecchia e Roma-Nettuno, per il nuovo sistema intermodale a Tivoli (…). Come interverremo su turismo e commercio? La strategia non può che essere trasversale e sinergica tra i vari settori. Per turismo e commercio, infatti, abbiamo definito un macro-intervento da 3,5 miliardi su digitalizzazione e innovazione delle imprese che, così, saranno più competitive. Penso al turismo digitale e all’e-commerce. In più, abbiamo inserito un progetto di un miliardo per Intelligenza artifciale e sistemi intelligenti”.

 

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