“Sono oltre tremila i nuclei familiari che nel nostro territorio percepiscono il reddito e la pensione di cittadinanza. In totale le persone coinvolte dal provvedimento sono 6357, le quali ogni mese percepiscono mediamente la somma di 484 euro”. Questo in sintesi il risultato dell’ultima elaborazione a cura della Uil di Rieti e della Sabina romana sui dati Inps relativi al provvedimento introdotto dal governo nazionale più di un anno fa per contrastare la povertà, le disuguaglianze e l’esclusione sociale.

“Nello specifico – spiega Alberto Paolucci, Segretario Generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana – tra aprile 2019 e lo scorso maggio, sono state 2716 le famiglie cui è stato riconosciuto dall’Inps il diritto di percepire il reddito, 392 i nuclei che invece hanno potuto contare sulla pensione di cittadinanza. In termini assoluti, sono 5930 gli uomini e le donne che possono contare sul Reddito a Rieti e nei borghi della provincia, 427 invece le persone interessate dalla Pensione. Escludendo i quasi 24mila cittadini di Frosinone e provincia, che hanno beneficiato di importi medi mensili di 518euro, le altre province sono in linea con le cifre corrisposte nei nostri territori: Roma 496 euro, Latina 494 e Viterbo 489”. 

“Complessivamente nel Lazio – conclude Paolucci – il numero dei cittadini e delle cittadine coinvolte dal reddito e dalla pensione di cittadinanza sono 227mila, oltre 105mila le famiglie, con assegni mensili mediche raggiungo i 497 euro. Per tornare alla nostra provincia, i nostri 3108 nuclei interessati dalla misura governativa li possiamo ritrovare ad Asti, dove le famiglie sono 3036, a Cremona (3062) e Olbia (3068). L’attuale situazione innescata con la pandemia ha sicuramente aiutato e tutelato una fascia debole della popolazione. C’è sicuramente da migliorare questo provvedimento stimolando al massimo tutti gli strumenti che puntano al reinserimento di uomini e donne nell’attività produttiva. Ma è evidente che in una fase di recessione il reddito e la pensione di cittadinanza possono sostenere la domanda interna, assecondando la ripresa”.

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