La Regione Lazio investe 1 milione di euro per interventi a carattere socio-assistenziale in favore di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica. Lo stanziamento è stato approvato con delibera di giunta per garantire un supporto alla domiciliarità, integrando i servizi già previsti nel Piano individuale di assistenza, in modo da sostenere una migliore copertura e unorganizzazione più efficace del sistema di caregiving a tutela della qualità di vita della persona.

Come previsto dalla legge regionale 13 del 2018, lo stanziamento verrà confermato anche nel 2020 e nel 2021.

”La Regione Lazio – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, welfare ed enti locali, Alessandra Troncarelli – ha voluto potenziare il percorso assistenziale domiciliare che, per il paziente affetto da Sla, costituisce la scelta privilegiata sia a livello personale che terapeutico. Poter ricevere le cure necessarie nella propria abitazione consente alla persona il mantenimento delle relazioni e, soprattutto, una migliore gestione delle inevitabili ricadute di natura psicologica connesse all’evoluzione stessa della malattia.

La scelta del percorso domiciliare – ha continuato l’assessore Troncarelli – implica, però, un carico assistenziale crescente per i caregiver familiari a causa delle graduali e rilevanti compromissioni dell’autonomia del paziente. Per questo, la Regione Lazio ha aumentato le risorse a disposizione dei malati con disabilità gravissima al fine di garantire prestazioni sanitarie collegate in rete con i servizi sociali territoriali, così da facilitare la continuità della gestione domiciliare. Un aiuto concreto sia per i pazienti, sia per i loro familiari”.

Il finanziamento sarà ripartito tra i distretti socio-sanitari in base al numero di utenti affetti da Sla in carico ai rispettivi servizi territoriali. Servirà a implementare la spesa già sostenuta per l’assistenza domiciliare e l’assegno di cura fino a un contributo regionale massimo di 1.500 euro mensili per ciascun malato. I fondi potranno essere investiti anche per incrementare il contributo di cura mensile, in caso l’assistenza sia prestata dal familiare caregiver.

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