“La Regione Lazio non ha stravolto nessuna regola per l’assegnazione del contributo economico per le persone con disabilità gravissima e tantomeno ha trasformato la graduatoria, per accedere al contributo economico, in un mero elenco”. Così Alessandra Troncarelli, Assessore della Regione Lazio alle Politiche sociali, Welfare, Beni Comuni e Asp replica alle dichiarazioni pubblicate sulle stampa sull’accesso al contributo economico per la disabilità gravissima nel Comune di Roma Capitale.

 

“I criteri per l’accesso, la valutazione del bisogno e la quantificazione del contributo nonché il relativo ordine di priorità, sono stabiliti dalla DGR 395/2020 – chiarisce l’assessore Troncarelli –, sulla base di un percorso condiviso con le stesse associazioni rappresentative del mondo della disabilità e con le parti sociali a seguito del DPCM del 21 novembre 2019, il quale, nell’approvare il Piano per la non autosufficienza 2019 – 2021, introduce alcune modifiche nei criteri di eleggibilità e determinazione delle prestazioni a favore delle persone con disabilità gravissima e dell’incremento nella domanda assistenziale rilevato sul territorio regionale. Pertanto, in linea con le precedenti linee guida regionali, si è inteso raggiungere innanzitutto l’obiettivo condiviso di garantire a tutti gli utenti aventi diritto il più ampio ed uniforme accesso alle prestazioni assistenziali e la loro continuità. Sono da considerarsi in continuità assistenziale, gli utenti assegnatari del beneficio in almeno una delle due annualità precedenti”.

 

“Come secondo criterio, nella priorità di accesso – continua l’Assessore – vanno considerati gli utenti che sono sprovvisti di altri servizi e prestazioni sociali e sociosanitari attivati nell’ambito del PAI e infine, solo in caso di parità di punteggio, va valutato come prioritario l’utente con la condizione economica (ISEE socio sanitario) più bassa. Non è pertanto vero che, dopo il recepimento delle nuove linee guida della Regione Lazio, viene considerato quasi unicamente il criterio ISEE. Soddisfatte le richieste di assistenza di tutti gli aventi diritto, secondo i criteri sopraindicati, i distretti sociosanitari, in presenza di ulteriori risorse, potranno modulare l’’assegno di cura’ individuale a partire dal minimo di euro 800,00 fino a concorrenza dell’importo massimo previsto di euro 1.200,00, e ‘il contributo di cura’ a partire dall’importo minimo di euro 700,00 fino a concorrenza dell’importo massimo di euro 1.000,00”.

 

“Pertanto – chiarisce Troncarelliai fini del governo del processo di erogazione dei servizi e delle misure economiche dedicate alla disabilità gravissima, abbiamo richiamato il principio di ‘equità sociale’, cui fanno riferimento sia la nostra legge regionale  11/2016 che il Piano Sociale Regionale, considerando la condizione di fragilità sociale rilevante ai fini dell’accesso prioritario al sistema integrato dei servizi. L’applicazione dell’insieme dei suddetti criteri è volta da un lato, a garantire in primis la continuità e dall’altro, a favorire la presa in carico di nuovi utenti, specie se l’intervento in argomento costituisce l’unico servizio pubblico e, ancora, a rispondere a un bisogno a intensità assistenziale ancora più elevata per la gravità della compromissione funzionale attraverso la possibilità di erogare un contributo superiore all’importo minimo previsto”.

 

“Si precisa che l’accertamento sanitario della condizione di disabilità gravissima – conclude l’assessore Troncarelli  -, secondo la definizione del DM 26 settembre 2016, è il presupposto per l’accesso stesso alle prestazioni assistenziali contemplate e tutti coloro che presentano una compromissione funzionale rispondente alle prescrizioni del decreto, in eguale modo, sono aventi diritto. Quanto detto, spiega la scelta regionale di considerare la maggior gravità sanitaria nel momento non dell’accesso ma, come detto, dopo la copertura di tutte le istanze per la gradualità della misura di sostegno. Si tratta di misure di sostegno economico finalizzate a prestazioni socio assistenziali in ambito domiciliare, aggiuntive ed integrative a quelle sanitarie rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), quindi di risorse a copertura di costi di rilevanza sociale. La scelta della Regione nella ripartizione delle risorse testimonia, infine, la volontà di garantire la più ampia copertura possibile del bisogno assistenziale”.

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