“Reparti senza medici, ma in 250 rimangono a casa per un cavillo”, titola stamane Il Messaggero nelle sue pagine romane. L’allarme dell’Ordine: da quasi due mesi non possiamo iscrivere all’albo i neo-laureati. Lo stop imposto dalle regole per le elezioni della categoria. «Non ci hanno concesso deroghe».

Dal 29 novembre al 3 dicembre – racconta nel suo pezzo Lorenzo De Cicco – i 46mila iscritti all’Omceo, l’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma, dovranno votare per rinnovare gli incarichi della categoria, dal presidente dell’Ordine al consiglio direttivo e così via, a scendere. Le elezioni, spiega il presidente uscente, Antonio Magi, radiologo dell’Asl Roma 1, sono state convocate il primo ottobre. Cinquanta giorni fa. “E da quel momento le regole nazionali ci impongono di congelare le nuove iscrizioni all’albo”. Il motivo? “La platea elettorale non può essere alterata tra la data di indizione delle consultazioni e il voto effettivo, che si concluderà il 3 dicembre”. Nel frattempo però si è svolta una sessione di laurea e 250 studenti, sparsi nei vari atenei romani, hanno completato gli studi. Sono pronti. Manca solo l’ultimo tassello, l’inserimento nei server dell’Ordine, perché possano essere messi sotto contratto dagli ospedali in affanno, che difatti, in tempi pandemici, richiamano i pensionati e mandano in corsia gli specializzandi. Ma con le iscrizioni bloccate, i 250 neo-laureati non possono essere chiamati. (…)

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