“Sotto accusa il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e il ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa rispettivamente autori dell’inarrestabile processo di ‘burocratizzazione’ e di marginalizzazione del ruolo degli Enti Pubblici di Ricerca.

Gi strumenti utilizzati dal governo di guerra sono l’atto di indirizzo per il rinnovo del Contratto Istruzione e Ricerca del triennio 2019-2021 e il Disegno di Legge A.S. 2285 Disposizioni in materia di attività di ricerca e di reclutamento dei ricercatori nelle università e negli enti pubblici di ricerca che sta per essere approvato dal Parlamento.

Il governo Draghi getta la maschera e proprio mentre è in arrivo una nuova epidemia, quella del Vaiolo delle Scimmie tutta da studiare e caratterizzare, con l’atto di indirizzo e il DDL A.S. 2285 si configurano degli Enti di Ricerca iper-burocratizzati e tali da non essere in grado di attrarre giovani se non quelli ultra-raccomandati dai baroni universitari. Si sta parlando di CNR, INFN, ISS, ENEA, ISPRA, ISTAT, INAF e altri centri del ‘sapere’ collettivo.

L’atto di indirizzo contrattuale non affronta le necessità del personale e dell’organizzazione ma, anzi, burocratizza il sistema di valutazione della ricerca applicando la misurazione delle performance di tipo amministrativo alle attività di ricerca che sono, come si sa, intimamente legate alla creatività e allo studio.

Lo si fa anche riducendo i salari attualmente percepiti. Allo stesso modo il Senato, superando la competenza contrattuale, peggiora notevolmente il sistema di reclutamento rendendolo funzionale ad assorbire gli esuberi dell’Università; intrappolando in un ruolo ad esaurimento circa 7000 ricercatori, declassando i tecnologi, bloccando le stabilizzazioni. A farne le maggiori spese saranno i III livelli ricercatori e tecnologi, i sotto inquadrati e i precari: tutti ‘bloccati’ per sempre nella carriera.

Ricordando che l’Italia su queste materie – reclutamento, precariato, anzianità di servizio – è ancora sotto procedura di infrazione europea proprio per una denuncia USB Pubblico Impiego, appare chiaro che tutte le belle dichiarazioni del governo durante il Covid, anche di fronte ad un nuovo pericolo epidemico come il Vaiolo, sono aria fritta. Questo attacco composto del sistema degli Enti di Ricerca provocherà meno attrattività per i giovani ricercatori e anzi favorirà in modo diretto la ‘fuga dei cervelli.

In definitiva salari poco attrattivi, carriere bloccate e trascinamento degli EPR nel fallimentare sistema di reclutamento universitario.

Per impedire che Draghi, Brunetta e Messa ‘caccino’ dal nostro paese altri giovani ricercatori e danneggino quelli che già ci sono, USB PI Ricerca alza la protesta e martedì 24 maggio dalle ore 14.00 alle 16:30 sarà in presidio a Palazzo Vidoni. Abbiamo avviato la richiesta di incontro al Ministero e al Parlamento durante il presidio.

Fermiamo questo grave danno alla Ricerca Pubblica funzionale alla collettività, smascherando questo attacco!”.

Così in una nota USB Pubblico Impiego – Ricerca

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