“Mentre Gualtieri sbandiera l’idea di un inceneritore che nascerà già vecchio, l’Italia fa grandi passi avanti nelle tecnologie ecosostenibili.
Come quelle della Itea, un’azienda che in Puglia sta sperimentando un’innovativa combustione senza fiamma, talmente promettente che se la stanno contendendo degli acquirenti americani e il Governo italiano. Ecco, queste sono le alternative pulite di cui parliamo quando diciamo no agli inceneritori. Non parliamo di fantascienza, non serve guardare chissà dove, le soluzioni già sono a due passi da casa nostra. Perché Gualtieri le ignora?
Il piano che il neo sindaco propina ai romani è a dir poco contraddittorio: prima sostiene di voler aumentare la raccolta differenziata, poi programma di bruciare i rifiuti di Roma negli anni a venire. Ma soprattutto, in commissione Bilancio sono arrivate importanti delibere sul Piano economico e finanziario del servizio di gestione dei rifiuti, e non si è parlato assolutamente della ‘tariffa puntuale’. Insomma, è chiaramente emersa la volontà di non fare nulla per favorire la raccolta differenziata. La linea è l’incenerimento dei rifiuti, scelta che blocca di fatto lo sviluppo di un’economia circolare e la transizione ecologica della nostra città.
In tutto questo c’è qualcosa che non torna… a meno che il Pd non debba fare un regaletto a qualcuno. In questo caso sì, si spiegherebbero molte cose!”.

Così in una nota il consigliere capitolino del M5s e vicepresidente dell’Assemblea capitolina Paolo Ferrara.

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