“A questo punto è chiaro che Gualtieri non tornerà indietro. E nemmeno noi: continueremo la nostra lotta contro l’inceneritore e a favore dell’alternativa verde e non inquinante. Quella che tutela il nostro pianeta e la salute dei cittadini, contro una tecnologia vecchia che renderà Roma la pattumiera d’Italia. Ma anche se il sindaco dovesse averla vinta, proporremo dei sostegni ai cittadini e alle imprese che risiedono nell’area dell’impianto. 
Se l’ecomostro verrà realizzato, ci batteremo per screening medici ed esami gratuiti per tutta la popolazione nel raggio di 20 chilometri, ogni sei mesi. Lo scopo sarà monitorare eventuali sintomi e prevenire l’insorgere di malattie legate alle esalazioni dell’inceneritore. Doveroso sarà anche il taglio della tassa sui rifiuti e delle bollette di luce e gas per i contribuenti della zona. Le aziende agricole presenti nell’area, poi, dovranno essere delocalizzate e aiutate con il blocco delle tasse e con sostegni economici. Il rischio di contaminazione è infatti scientificamente provato e non va sottovalutato.
Per fare tutto questo si dovrà definire una tassa sui profitti extra per l’azienda assegnataria dell’inceneritore; una ‘social tax’ da investire nei territori colpiti dalle scelte retrograde di questa maggioranza. È chiaro che ce la metteremo tutta per realizzare impianti diversi, non impattanti e in linea con la strategia dell’economia verde e circolare”.
Così in una nota il consigliere capitolino del M5s e vicepresidente dell’Assemblea capitolina Paolo Ferrara.

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