Natale Di Cola, segretario FP Cgil di Roma e del Lazio, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

Sull’emergenza rifiuti a Roma. “Sono molto arrabbiato perchè il sindacato è da più un mese che denuncia quello che sarebbe accaduto, la politica ha sottovalutato la situazione e adesso corrono ai ripari quando la frittata è stata già fatta –ha affermato Di Cola-. Che ci sarebbe stato un piano di manutenzioni e un rallentamento dei flussi si sapeva da un mese e mezzo, la sindaca prima ha negato, Zingaretti ha atteso che la sindaca lo chiamasse in causa e adesso, quando la situazione è estrema, provano a correre ai ripari. Tutto questo si poteva evitare con conseguenze positive per i lavoratori che raccolgono a mano tutti gli scarti di cibo e per i cittadini che non ne possono più di vedere una città così sporca.

Quando è stato detto che in 7 giorni la città sarà pulita, io ho detto che se tutto va bene la città sarà pulita quando apriranno le scuole. Una cosa è togliere i sacchetti intorno ai cassonetti, ma per il resto la città è sporca perché non viene spazzata. Manca un piano industriale, Ama non chiude il ciclo, Ama è dipendente dai privati e paga le conseguenze delle scelte industriali dei privati. Non si sa dove portare i rifiuti e inoltre si fa fatica a raccoglierli perché ci sono pochi mezzi. Il parco mezzi è vecchio e la metà non funziona. Negli ultimi 5 anni sono andati in pensione 400 operai e non è stato assunto nessuno.

E tanti operai sono stati spostati dalla raccolta e lo spazzamento alla raccolta porta a porta. I fornitori non si fidano di un’azienda che non aveva manager fino a 15 giorni fa e che non ha due bilanci approvati. Per questo abbiamo proposto alle istituzioni di fare un piano di pulizia straordinaria della città. In teoria il servizio sarebbe organizzato e non dovrebbe essere previsto il sacchetto intorno al cassonetto.

Quando succede questo ci sono delle squadre che fanno un servizio base e ovviamente vengono tolte ad altre attività. Quando questa roba invade il 15% dei cassonetti l’azienda va in tilt perché tutti i giri vengono rimossi e poi scatta la sindrome, perché dove c’è la foto più clamorosa l’azienda manda la squadra. Le 3mila tonnellate giornaliere vengono raccolte, il problema è riuscire a fare quelle 3mila più colmare il gap dei giorni precedenti. I mezzi speciali? Sono piccole gru che fanno delle bonifiche. Si doveva intervenire prima, adesso ci vorrà del tempo.

Fa sorridere l’appello della sindaca sulla raccolta differenziata, perché per fare la raccolta differenziata ci vogliono progetti e investimenti. Ci vorrebbe sano realismo e coordinamento di tutte le forze istituzionali perché la situazione è emergenziale, con questo caldo e con queste temperature rischia di diventare esplosiva. Vessazioni operatori Ama? Noi passiamo le giornate a denunciare le vessazioni subite dagli operatori Ama. L’altro giorno, addirittura in una sede aziendale, tre cittadini muniti di casco hanno minacciato i lavoratori. Non ci sono soltanto problemi di salute, ma anche articolare perché raccogliere i sacchetti sempre a mano spacca la schiena al lavoratore.

C’è una doppia frustrazione: vedere che il proprio lavoro non produce risultati ed essere anche insultati dai cittadini. Raggi e Zingaretti dovrebbero assumersi le loro responsabilità per chiudere il ciclo dei rifiuti. Le responsabilità sono di tutti quelli che hanno governato a Roma e in Regione negli ultimi 15 anni”.

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