Non passa giorno senza che una nuova tegola si abbatta sulla gestione del ciclo dei rifiuti della Capitale. Sembra però che ormai tutti, anche l’amministrazione Raggi, si siano rassegnati alle continue crisi del servizio e a certificare lo sfaldamento di Ama. Un’azienda senza un serio piano di rilancio e senza chiari indirizzi politici che nel 2020, dopo un lungo periodo di crisi, potrebbe vivere il suo anno peggiore”. Lo comunicano, attraverso una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale e Rieti e la Uil del Lazio.

“Dopo la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori – continuano i sindacati – non riusciamo a comprendere la chiusura al confronto dell’amministrazione, che ha fatto calare il silenzio sulla situazione economica di Ama. Rischiamo, dopo il colpevole ritardo di questi anni, tre chiusure in negativo dei bilanci, senza avere il tempo di risalire la china. Ci appare assurdo che nessuno, né l’azienda né l’amministrazione, senta la necessità di dire la verità ai cittadini e ai lavoratori sulle reali prospettive. Dal primo gennaio nessuno sa dove verranno trattate le oltre mille tonnellate di scarti che oggi vengono prodotte dalla Capitale e smaltite dalla discarica di Colleferro, la cui chiusura è prevista per la fine dell’anno. Domani sono previsti due importanti momenti istituzionali. Sono convocate infatti la Commissione Trasparenza di Roma Capitale e la riunione tecnica del tavolo interistituzionale tra Comune, Regione e Governo. Affrontino i problemi. L’immobilismo di queste settimane rischia di mettere nuovamente in ginocchio la città”.

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