Cristiano Fiorentini, dell’Esecutivo Nazionale USB Pubblico Impiego, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

Riguardo la stretta contro i furbetti del cartellino. “Noi pensiamo che chi compie questo tipo di azioni fa un danno gravissimo a tutti i lavoratori, alimentando la retorica dei fannulloni del pubblico impiego –ha affermato Fiorentini-. Siamo assolutamente contro i cosiddetti furbetti del cartellino. Diciamo solo che si tratta di un fenomeno estremamente ridotto, infinitesimale. E’ molto strumentale legare la questione dell’assenteismo al pubblico impiego. Ormai è diventato un luogo comune. Su 3 milioni di dipendenti è evidente che per una questione statistica troverò un migliaio di farabutti, ma li troverò anche nel privato. Se su questo si vogliono basare le riforme del pubblico impiego lo trovo sbagliato. Da Brunetta in poi sono state fatte politiche in questo senso, ma non hanno prodotto nulla. Il problema dell’efficienza dei servizi pubblici non dipende dal singolo dipendente, dipende dall’organizzazione, dalle strutture. Il fenomeno c’è, ma la misura adottata è assolutamente sproporzionata. Lo dice anche il Garante della privacy. Noi stiamo schedando 3 milioni di persone perché ce ne sono mille che si comportano male. I tornelli con i cartellini già ci sono e vanno benissimo, c’è stato un inasprimento del codice disciplinare, adesso serve che i dirigenti facciano il proprio mestiere e vadano a controllare se i dipendenti lavorano bene. Il ministro si sta sperticando su questa cosa delle impronte digitali che riguardano una minoranza, tutti si scordano del corpaccione del pubblico impiego che ogni giorno fa il suo lavoro in condizioni disastrose”.

 

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