“Rischio Covid, il Comune blocca le maestre «fragili». «Ma vogliamo lavorare»”. Questa la polemica che campeggia nelle pagine interne dell’edizione romana de La Repubblica. Il Campidoglio non assume insegnanti in graduatoria che abbiano avuto patologie gravi negli ultimi 5 anni. Pronte diffide e ricorsi.

Se hai avuto il cancro negli ultimi cinque anni, il Comune di Roma non ti assume per insegnare. Fino a fine Covid – si legge nell’articolo di Viola Giannoli -. Anche se sei sano e non più immunodepresso. Lo stabilisce una circolare del 27 agosto del Dipartimento servizi educativi e scolastici che in seguito alle indicazioni del Coordinamento medici competenti di Roma Capitale ha stilato una lista di patologie per il riconoscimento dello status di “lavoratore fragile” (oncologiche, immunologiche, cardiovascolari, polmonari, metaboliche con danni d’organo). Per la chiamata in servizio serve un certificato medico che neghi le malattie incriminate.

Ma come riporta lo stesso quotidiano, c’è chi è pronta a dare battaglia, come Claudia: 4 anni e 8 mesi fa ha avuto un tumore al seno, ma oggi per la sua oncologa è sana. Per questo ha deciso di impugnare il provvedimento del Campidoglio: “L’eventuale esclusione della nostra assistita — si legge nella diffida firmata dai legali Chiara Colasurdo e Carlo Guglielmi — si sostanzierebbe in una irragionevole discriminazione, con la paradossale situazione che la preferenza che avrebbe dovuto avere per via del suo stato di invalidità civile dovuta alla sua pregressa patologia si tramuterebbe in un’illegittima esclusione”.

L’approfondimento sulle colonne del quotidiano che riporta anche le storie di Luisa e Alessandra.

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