“FABBRO S.p.A.  risulta essere la società che gestisce il servizio di ristorazione presso le Caserme dei Carabinieri ubicate su tutto il territorio della Regione Lazio fino alla data del 31 marzo 2020. La stessa azienda, nel corso della procedura di cambio appalto si è rifiutata di fare richiesta per l’attivazione degli ammortizzatori sociali, misura che avrebbe concesso liquidità e reddito a decine di lavoratrici e lavoratori”. Lo scrivono in una nota Filcams CGIL Roma Lazio, Fisascat-CISL Roma Capitale e Rieti e UilTucs Roma e Lazio.

“Questa decisione unilaterale dell’azienda – spiegano i sindacati – è in totale contrapposizione rispetto a quanto emanato dalla Presidenza del Consiglio, che per evitare disagi economici, ha consentito a tutte le aziende di ricorrere agli ammortizzatori sociali.

Le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, in questo mese e in tanti, hanno scaricato ferie e permessi, rispettando quando previsto dal DPCM emanato e hanno offerto in questo modo all’azienda un’agevolazione e una soluzione immediata proprio per far fronte alla situazione drammatica provocata dall’emergenza Covid-19.

L’azienda Dussmann in procedura di cambio appalto ha deciso un taglio di 400 ore per le lavoratrici e per i lavoratori, venendo meno al rispetto del Contratto Nazionale che prevede il passaggio dei dipendenti in forza allo stesso parametro e inquadramento, un’azione ritenuta dalle Organizzazioni SIndacali scorretta e illegittima.

Dussmann Service Srl ha l’obbligo di richiesta degli ammortizzatori sociali per tutte le lavoratrici e i lavoratori assunti ex novo in data 1 aprile 2020, proprio come previsto dal Decreto Legge del 17 marzo 2020.

Riteniamo inaccettabile la condotta di Fabbro Spa e l’eventuale condotta della Dussmann Service Srl, che in questo periodo di crisi sociale, non garantiscono  a tante lavoratrici e lavoratori la retribuzione, condizione essenziale per l’acquisto dei beni essenziali necessari al  sostentamento di intere famiglie. CI riserviamo di attivare tutte le azioni di lotta sindacale e giudiziale, fino a quando non verranno garantiti i diritti di tutti i dipendenti”.

 

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