La Senatrice della Lega Erica Rivolta, vicepresidente della Commissione Bilancio al Senato, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

Sull’autonomia regionale. “C’è un grosso fraintendimento –ha affermato Rivolta-. L’impianto della scuola rimane nazionale, la spesa storica rimane tale e quale. Quello di cui si sta parlando è che se una regione vuole mettere risorse ulteriori nella scuola lo può fare o no? Io penso che per migliorare sia sacrosanto. Non si toglie niente a nessuno, questo è il grande fraintendimento. Rimango molto colpita quando sento da colleghi ancora fare riferimento a un Paese con cittadini di serie A e serie B. Ma l’Italia non è già incredibilmente diversa adesso? Non è vero che l’autonomia accentua queste differenze. Ci sono tre regioni che sono già a un livello avanzato di proposta di autonomia, ma questo non vuol dire abbandonare perché non si dice: tolgo del denaro, tutti devono avere la stessa cifra e Lombardia, Emilia e Veneto avranno più soldi dalle regioni del sud, si parte della spesa storica. Non ho ancora sentito una persona che dica: se c’è un modello positivo anche noi vogliamo seguirlo, anche se siamo siciliani, calabresi, sardi. Il modello delle regioni più avanzate dovrebbe essere seguito, non visto come il peggiore dei mali. Dagli interventi dei colleghi del M5S escono molte perplessità, anche sulla sanità. Il voto è la cosa più preziosa che abbiamo per cambiare le cose che non vanno e in alcune regioni ci sono molte cose che non vanno. Come ha detto Giorgetti ci sono regioni che hanno bisogno di meno Stato e altre che hanno bisogno di più Stato. Nessuno ha interesse che il divario tra nord e sud aumenti. L’autonomia è un’opportunità, non è la condanna a diventare cittadini di Serie C. Però ci deve essere anche la volontà di dire: mi ci metto e faccio la mia parte”.

 

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