Maurizio Leo, candidato del centrodestra alle elezioni suppletive del collegio Roma 1, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Su Roma. “E’ una Roma che non merita questa situazione. In passato quando ero in parlamento fu approvata una legge su Roma capitale che non è stata assolutamente attuata. Non c’è consapevolezza da parte del decisore politico che Roma è sede di ambasciate, di ministeri, luogo dove si fanno manifestazioni nazionali, quindi come fa Roma a sostenere le spese per queste cose che non riguardano solo i romani ma tutti i cittadini italiani. Questo noi lo diciamo da sempre, purtroppo da parte del governo si preferisce distogliere le risorse. Si è anche rinunciato alle Olimpiadi. Se avessimo ospitato le Olimpiadi ci sarebbero state risorse aggiuntive”.

Sul bilancio del Comune di Roma. “Quando ero parlamentare fui chiamato per un breve lasso di tempo a gestire l’emergenza sul debito di Roma. Nel primo anno della giunta Alemanno furono dati 500 milioni, ma il debito era di 12 miliardi. Io fui chiamato per negoziare col Mef un finanziamento strutturale per rimettere in sesto i conti. Feci la centrale unica degli acquisti in modo che i vari dipartimenti non spendessero per conto loro. Poi ci inventammo il cosiddetto quoziente familiare per aiutare le famiglie. Secondo me una persona di buon senso, competente, riesce a trovare le soluzioni. Bisogna fare in modo che questa città risorga. Non è possibile vedere questo degrado della città, non ce lo possiamo permettere”.

 

Sulle misure del governo sul fisco. “Guardando ciò che ha fatto il governo c’è da rimanere inorriditi. Tra legge di bilancio e decreto fiscale è una vessazione continua per i contribuenti. Riforma Irpef? Bisogna intanto disinnescare 20 miliardi di clausole di salvaguardia per il 2021, ci devono prima spiegare come fanno a disinnescarle. Dinnescarle e fare la riforma dell’irpef è impossibile. L’obiettivo allora sarà aumentare l’iva e quindi incidere sui consumatori”.

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