“Roma Capitale non può in alcun modo chiudere le porte all’innovazione e lasciarsi alle spalle una corretta pianificazione del lavoro agile.
Parliamo di una modalità organizzativa a cui le Pubbliche Amministrazioni hanno fatto ampio ricorso in occasione della pandemia da covid-19 e che, negli ultimi 2 anni, ha consentito di maturare una grande esperienza utile a circoscriverne i limiti ma anche le grandi opportunità.
Uno strumento su cui l’Amministrazione Raggi ha puntato molto, stanziando oltre 11 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture legate alle attività di smart working e su cui l’attuale gestione targata Gualtieri, stando anche a quanto emerso durante l’odierna Commissione Pari Opportunità convocata su richiesta delle organizzazioni sindacali, non sembra molto concentrata nonostante le dichiarazioni del sindaco dem in campagna elettorale a favore del lavoro agile.
Gualtieri aveva infatti proposto di fissare lo smart working al 30% ma, a distanza di 8 mesi dal suo insediamento, nessun indirizzo politico è stato ancora dato al riguardo.
Un’inerzia che limita quel necessario protagonismo che Roma Capitale dovrebbe avere sui temi dell’innovazione e della tutela dei lavoratori e che, invece, non ha a causa di un’Amministrazione poco interessata a un processo di modernizzazione che sta investendo l’intero comparto delle PA italiane”.

Lo dichiara, in una nota, il capogruppo della Lista Civica Raggi Antonio De Santis.

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