Anche quest’anno, su iniziativa del Municipio (Assessorati Cultura e Ambiente) con la Sovrintendenza capitolina, si va alla scoperta della villa romana di Tor de’ Cenci, al IX miglio dell’antica via Laurentina (il cui tracciato corrispondeva all’attuale Pontina). Visite guidate al sito per conoscerlo, musica e danza dell’antica Roma per immergersi nell’atmosfera di quei tempi remoti. Il tutto gratis, con le associazioni del territorio (Ars in Urbe, Epica, Cvltvs Deorvm, Quattro Sassi, Ninuphar Eventi) e la bottega d’arte Exempla Romanorum.

 

La villa ha una storia lunga: dalla fine dell’età repubblicana (I secolo a.C.) al Basso Impero e all’avvento del Cristianesimo (IV secolo d.C.). Estesa per circa 2.400 metri quadri, doveva sorgere al centro di un vasto latifondo quasi certamente di proprietà senatoria. E’ tornata alla luce gradualmente, dalle prime scoperte del 1933 all’edificazione di Spinaceto (primi anni Ottanta del Novecento), fino alle indagini più recenti (2009-2010).

 

La villa aveva terme private con l’articolazione canonica in calidariumtepidarium e frigidarium. I pavimenti erano in mosaico geometrico a tessere bianche e nere. Uno dei padiglioni della villa fu trasformato in piccola basilica cristiana e adibito a sepoltura: sotto il suo pavimento furono rinvenuti tre sarcofagi marmorei, oggi nel Museo Nazionale Romano. La continuità di vita nell’area è rappresentata dal grande abbeveratoio per il bestiame, già parte della Vaccheria Brunori: un sistema di vasche risalenti alla fine dell’Ottocento, ancor oggi visibili accanto ai resti romani. Tra 2009 e 2010 l’area è stata oggetto di un complessivo recupero, grazie alle risorse per la riqualificazione del quartiere.

Ingresso alla villa romana da via Alberto Cozzi.

 

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