“In una città, quale la nostra Capitale, che basa sul turismo, sul commercio e sulla ristorazione gran parte della propria vita economica, quotidiana, occupazionale, in un momento di crisi straordinaria vanno elaborate risposte straordinarie. Le luci dei grandi e piccoli negozi, ristoranti e alberghi della città di Roma continuano a spegnersi, e insieme a loro si spengono le speranze di tante famiglie. Come sottolinea Federalberghi, ad oggi quasi il 95% delle strutture alberghiere capitoline sono chiuse; Confcommercio parla di 40mila posti di lavoro persi nel commercio della Capitale, e di migliaia di serrande che rischiano di abbassarsi nel 2021.  Dobbiamo fare tutto il possibile per tenere accese queste luci con una visione, con uno sforzo straordinario di progettazione e creatività”.

E’ quanto dichiara il Segretario Generale della Fisascat-CISL di Roma Capitale e Rieti, Stefano Diociaiuti, aggiungendo che “vanno tenute accese le luci della cultura, con una progettazione di lungo termine, rispettosa di ogni normativa anticontagio, e che ottimizzi le grandi risorse paesaggistico-strutturali di Roma, soprattutto all’aria aperta: la nostra Capitale è una città ricca di parchi e siti archeologici, che per più di metà dell’anno gode di un tempo mite e soleggiato. Si dovrebbe dare il segnale che, nonostante le difficoltà, il territorio non si ferma, che esistono prospettive. Vanno tenute accese le luci dei negozi, con una vera politica di sgravi fiscali per le aziende che non fanno dumping contrattuale, che lavorano in chiaro, che vanno incontro ai dipendenti, e con un maggiore sostegno ai settori più in difficoltà. Si devono tenere accese le luci degli alberghi, prevedendo un riutilizzo delle loro strutture per attività scolastiche e formative in attesa della ripresa del turismo. Si devono tenere accese le luci dei ristoranti, prevedendo politiche di informazione e sostegno all’e-commerce e all’asporto. Per ogni realtà più fragile, andrebbero predisposti aiuti sufficienti”.

“Se non si agisce presto e bene – prosegue il sindacalista – salirà il conteggio delle vittime sociali ed economiche di questa pandemia. Continuiamo a veder crescere la fila delle famiglie in coda per un pasto caldo gratuito, e non possiamo non sentirci coinvolti: i comparti che seguiamo sono tra i più colpiti dalla crisi. Continuiamo a rispondere a chiamate di persone che sono ancora in attesa dell’erogazione della cig, che faticano ad andare avanti, che faticano a credere in qualunque prospettiva: è proprio sulle situazioni più critiche che dobbiamo rimboccarci le maniche, e individuare soluzioni ingegnose in un momento che richiede tutto il nostro impegno”.

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