“Troppe le cose che non tornano nel nosocomio universitario del Policlinico Umberto I. La gestione della degenza dei malati per Sars-Cov-2 si sta rivelando preoccupante se non addirittura inverosimile ed è per questo che merita di essere non solo raccontata ma va fatta chiarezza da parte della Regione Lazio, con tempestività, sia per la salvaguardia dei malati che del personale sanitario interno. E intanto le infezioni galoppano”. 

E’ quanto riporta la nota della Segreteria provinciale Fials di Roma che vuole tracciare un dettaglio importante sulla gestione dell’emergenza dal parte dell’azienda universitario ospedaliera sottolineando la necessità del mancato rispetto delle norme sanitarie organizzative.

“La disorganizzazione non è più tollerabile dopo questo episodio. Martedì 18 gennaio alle 19:30 il servizio Chirurgia in Emergenza-Urgenza, ha ricevuto telefonicamente l’ordine, dalla direzione Uoc, per avviare l’immediato trasferimento del reparto da sempre situato al piano terra del Dipartimento Pietro Valdoni, al piano superiore. Tale ordine veniva comunicato su disposizione, anch’essa in forma orale dalla direzione del dipartimento Dea – contestualizza la nota -. Certo che considerando l’improvvisazione e l’orario insolito  si è avanzata la richiesta di ricevere un ordine scritto, anche per meglio organizzare e coordinare tutte le figure ed i servizi che dovevano essere preventivamente informati. L’indomani la comunicazione della direzione sanitaria del nosocomio riportava ulteriori diversi spostamenti da quelli comunicati al telefono: il reparto di chirurgia d’urgenza destinato al secondo padiglione secondo piano e non più al primo piano del Dipartimento Pietro Valdoni”.

“Nel frattempo era anche pervenuto un ulteriore ordine scritto che annullava e contrastava il primo ma che disponeva ancora una volta il reparto dal piano terra al primo piano del Dipartimento Pietro Valdoni. In questo frangente tuttavia essendoci un unico ascensore non sussistendo percorsi alternativi alcuni pazienti, che erano in isolamento hanno infettato altre persone. Inevitabile – precisa la nota – considerando la fragilità dei malati e la necessaria accuratezza nel trattarli non certo idonea a trasferimenti e sballottamenti”.

“A oggi infine si ha notizia che sta per essere emesso un ulteriore ordine di servizio che annulla il precedente e che dispone il trasferimento del reparto di Chirurgia d’Urgenza al Secondo Padiglione primo piano a fronte degli eventi cronologici puntualmente sopra riportati che hanno comportato discrasie e dispendio di risorse umane e materiali. E’ inevitabile chiedere alla Regione Lazio e alla Direzione aziendale  di rispettare valori non negoziabili su cura e assistenza sanitaria. Non vorremmo che  – conclude la nota Fials – l’assistenza di questa nuova area Covid fosse gestita dal giovanissimo personale in carico alle cooperative, con poca esperienza e poca dimestichezza con la gestione di malati infettivi. Attenzione a risparmiare sulla salute, le cure e le ripercussioni giuridiche potrebbero essere più gravose degli impegni sul campo”.

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