“Persi 10milioni di turisti stranieri (e 2,3miliardi)”, il titolo nella prima pagina del Corriere di Roma. La preoccupazione della Confesercenti.

A pagina 5: “Svaniti 10 milioni di turisti stranieri, persi 2 miliardi: è allarme in Centro. Dati elaborati da Confesercenti: «Meno tasse nei quartieri storici».

Per la Capitale, seconda in classifica, i dati parlano di 9,9 milioni circa di presenze in meno e di 2,3 miliardi di consumi dei viaggiatori sfumati. «Di fronte a questi dati – afferma il presidente della Confesercenti di Roma Valter Giammaria – abbiamo già proposto a livello nazionale che i centri storici che oggi soffrono maggiormente, e Roma ne è un esempio eclatante, diventino “zone franche”, ovvero che vi siano meno tasse per chi opera in queste aree. Governo, Comune e Regione, con una tassazione ridotta anche locale, consentirebbero così un sostegno speciale sotto forma di compensazione dei versamenti tributari e contributivi». «Il problema è molto più grave – prosegue Giammaria – perché alla mancanza di stranieri vanno aggiunti nella capitale 400 mila dipendenti pubblici che ancora lavorano in smart working: questo significa un mancato incasso per la nostra città di altri 130 -140 milioni al mese. Se si continua così 2.800 negozi di abbigliamento tra Roma e Lazio chiuderanno; un’azienda su tre cesserà di esistere». «Che fare? Se muore il commercio muoiono le città – risponde il presidente di Confesercenti –A Roma la sindaca Virginia Raggi deve abolire le fasce orarie, che non hanno più senso, prorogare l’apertura delle Ztl oltre la fine di agosto, e rinunciare al pagamento delle strisce blu. In ogni strada già oggi ci sono 10-15 negozi chiusi, si potrebbe arrivare alla sparizione di circa 30-40 mila attività».

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