“Scuola, farà il test la metà dei prof”. Questa l’apertura del Corriere di Roma. È su base volontaria: adesioni vicine al 50per cento. Al Mamiani salgono al 60. Ira di Rusconi. La fase tre. La percentuale di chi ha accettato il sierologico scende al 40% in alcuni istituiti dell’VIII e del IX Municipio.

A pagina 2: “Test Covid (volontari) al personale della scuola: li fa un professore su due”.

L’idea dei test sierologici, in alcune scuole già partiti in altre ancora da organizzare, non piace a tutti gli insegnanti – si legge sul quotidiano -. Anzi, in generale si segnalano adesioni – perché la somministrazione del test avverrebbe su base volontaria – anche basse, in certe scuole del 40%. «Ma lo avevamo detto: una campagna fatta così, con test random, rischia di non avere alcun valore – reagisce subito Mario Rusconi, rappresentante dei presidi del Lazio -. Bisognava renderli obbligatori, non solo per tutto il personale ma anche per i ragazzi del triennio che hanno compiuto sedici anni, come insegnano le ultime vicende sulle discoteche».

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