“Consigliamo la sindaca Raggi di guardare in casa propria e non gettare fango sull’immagine e la professionalità di chi per storia e tradizione rappresenta il partito dei lavoratori”. Così in una nota Andrea Silvestrini, segretario romano del Psi, interviene sulla polemica rilanciata dalla Raggi nei confronti del candidato all’assemblea capitolina, Giuseppe Pio Torcicollo, avvocato accusato di aver bloccato con i ricorsi al Tar le procedure concorsuali per l’assunzione di personale al Comune di Roma.

“La sindaca, forse dimenticando anche i suoi studi, sa benissimo che non vi è alcuna incompatibilità nella candidatura di Torcicollo, come in quella di tutti i nostri candidati, e dovrebbe smetterla di fare una campagna elettorale demagogica e strumentale sulla pelle dei giovani in cerca di un posto di lavoro al comune di Roma”. 

“Va detto all’opinione pubblica che questo concorso di Roma Capitale, coniato in base alle regole semplificate del decreto Brunetta, tutto è stato fuorché un concorso all’insegna della qualità e che premi il merito. Tutto si è ridotto ad un questionario di 60 domande in solo un’ora dove a prevalere è stata la capacità mnemonica di ricordare le nozioni senza alcuna dimostrazione delle capacità logiche e intellettive”. 

“Il ricorso di Torcicollo non lede i diritti degli idonei, ma va denunciato che per la Raggi il chiaro obiettivo era incassare consenso trattando i dipendenti pubblici come dei riempiposti. In cinque anni il disastro di Roma è sotto gli occhi di tutti  ed è vergognoso provare a prendersi dei meriti per un concorsino arrangiato alla meglio senza alcuna sostanza. Se proprio ha da ridire siamo disponibili ad un confronto pubblico al quale siamo certi che fuggirà, come ha fatto in questi anni facendosi vedere in giro per Roma soltanto a tagliare nastri”. 

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