Intervistato da Il Fatto Quotidiano, Andrea Romano, 53 anni, deputato del Pd, ha parlato della candidatura a sindaco di Roma di Carlo Calenda, con il quale ha condiviso le esperienze in Italia Futura di Montezemolo e con Scelta Civica di Mario Monti. “Calenda candidato a sindaco di Roma? È stato un ottimo ministro, ma sono convinto che al secondo turno perderebbe contro la destra, consegnando Roma dalla padella alla brace. Serve una candidatura non divisiva e capace di parlare a tutti. Calenda ai attacca tutti i giorni? Ma pretende la benedizione del Pd come diritto divino. Carlo si è iscritto al Pd un minuto dopo la sconfitta del 2018, dopo aver fatto campagna per la Bonino; poi si è fatto eleggere a Bruxelles, con voti che è difficile considerare una sua proprietà personale visto che per lui hanno fatto campagna militanti del Pd; poi se n’è andato, con una scelta criticabile ma legittima. Ma ha cominciato subito a cannoneggiare questa comunità definendola indegna e immorale in un crescendo di contumelie (stile Di Battista) funzionale solo al lancio del suo partito. Dove ha sbagliato? Ogni parlamentare è libero di lasciare il partito in cui è eletto, il vincolo di mandato è sbagliato. Ma esiste il dovere di pretendere rispetto per il partito in cui si è stati eletti, anche per ragioni di etica. L’antipolitica si alimenta della disinvoltura con cui gli eletti si comportano verso gli elettori e i partiti. (…) Quindi il Pd non lo deve sostenere? Decideranno i romani, ma c’è un rapporto di lealtà da ricostruire sulle macerie lasciate dal trattamento spregiudicato e ingiustificato che il Pd ha ricevuto da Calenda (e che continua anche ora). Dovrebbe dimostrare quella correttezza politica ed etica che finora non ha avuto, ma dubito che lo faccia. Pd e M5S dovrebbero trovare un candidato comune? È l’ultimo problema. Prima serve un metodo e superare il nodo Raggi. La crisi della Capitale è sotto gli occhi di tutti e Pd-M5S potrebbero fare un passo in più con una legge per la ricostruzione economica e sociale di Roma. Un cantiere politico per una proposta condivisa per il futuro della città”.

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