“Abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Speranza perché chiarisca i motivi che, secondo autorevoli fonti di stampa, starebbero per rendere imminente il trasferimento delle attività di Chirurgia Complessa dell’Ospedale di Rieti verso la clinica Villa Tiberia di Roma. Alla base di questo trasferimento pare esserci la necessità di dotare il nosocomio di Rieti di adeguati reparti covid: pur condividendo questa necessità, non possiamo non denunciare come questo trasloco avvenga in un quadro di estrema approssimazione e superficialità, perchè non è possibile credere che questa decisione sia stata assunta sottovalutando come il Reatino si sguarnirebbe di una pratica di eccellenza, lasciando così un’intera comunità senza soluzioni adeguate e praticabili. Se a questo si aggiunge la considerazione che la struttura romana non possiede un reparto di Terapia Intensiva, si comprende ancora di più quanto questa disposizione sia inconcepibile. Una riflessione che avrebbe posto il territorio al centro, avrebbe considerato come percorribile la riapertura dell’Ospedale di Magliano Sabina, che già effettua chirurgia ambulatoriale, nel quale vi sono già sale operatorie fornite di tutte le attrezzature necessarie, e letti di ultima generazione attualmente in disuso, acquistati solo pochi anni fa con un esborso di circa 4 milioni di euro: soldi pagati dai cittadini per attrezzature che aspettano solo di essere messe in funzione. La crisi sanitaria è complessa ed articolata ma non può essere scaricata sui cittadini di Rieti e della sua provincia; il governo non li mortifichi e accolga i suggerimenti di buonsenso che anche la Lega propone”. 
Così i senatori laziali della Lega William De Vecchis, Gianfranco Rufa e Umberto Fusco.

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