Il Messaggero apre le sue pagine romane con i problemi della sanità nel Lazio: “Sanità, nel Lazio, fuga dei pazienti e record di spesa”, titola il quotidiano. Effetto delle liste di attesa e dei tagli ai servizi. Ma la Regione: “Il nostro saldo resta positivo”.

Nella pagina successiva: “Sanità, la grande fuga: «Nel Lazio il record di chi va a curarsi fuori»”. `Il report: la mobilità ospedaliera pesa per 239 milioni di euro. Ma la Regione: «Saldo positivo con Bambino Gesù e Ordine di Malta». I pazienti che arrivano da altri territori generano l’ingresso di 360 milioni, In Italia hanno la maggiore capacità attrattiva Emilia Romagna e Lombardia.

La ricerca, elaborata sui dati del 2017, è stata realizzata dalla Fondazione Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze), dice anche altro – si legge sul quotidiano: «Le sei Regioni con maggiore indice di fuga generano debiti per oltre 300 milioni di euro: in testa c’è il Lazio (13,2 per cento) e Campania (10,3) che insieme contribuiscono a circa 1/4 della mobilità passiva». Nell’esaminare i dati va fatta però una premessa: l’Ospedale Bambino Gesù fa capo al Vaticano, dunque i bambini romani che si curano in quella struttura vengono considerati pazienti in uscita, mentre quelli che arrivano da altre regioni non vanno ad alimentare il saldo attivo.

Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità del Lazio, analizza i numeri: «In realtà con Bambino Gesù e con l’Ospedale del Sovrano Militare Ordine di Malta il conteggio cambia e il Lazio è in positivo. I dati sulla mobilità vanno letti attraverso le schede di dimissione ospedaliere, nel Lazio il saldo dei ricoveri torna a essere positivo e la nostra regione tra quelle in piano di rientro è l’unica ad avere un saldo positivo dei ricoveri in mobilità».