Riparte in grande stile la mobilitazione dei 25mila lavoratori delle strutture accreditate del Lazio, ospedali, Irccs, case di cura, centri di riabilitazione, Rsa e centri territoriali e ambulatoriali. Con il flash-mob di oggi, che ha visto campeggiare sul ponte dell’Isola Tiberina di Roma la gigantesca scritta “Contratto subito”, Cgil Cisl e Uil rilanciano la protesta dei dipendenti della sanità privata accreditata per un rinnovo di contratto atteso da oltre 12 anni.

I segretari generali regionali di categoria Natale Di Cola (Fp Cgil Roma e Lazio), Roberto Chierchia (Cisl Fp Lazio) e Sandro Bernardini (Uil Fpl Roma e Lazio) promettono battaglia: “Faremo sentire forte la nostra voce in tutti i posti di lavoro e in tutte le strutture della regione. Siamo pronti a ripetere e a far crescere iniziative eclatanti come questa. Aris, Aiop e le altre associazioni datoriali non si illudano: i lavoratori sono più determinati che mai, non ci fermeremo fino alla firma del contratto”.

Sono infermieri, oss, professionisti tecnici e amministrativi che svolgono servizio pubblico per conto della Regione Lazio e che mandano avanti quasi la metà delle attività del servizio sanitario regionale”, attaccano i segretari. “Ma che a differenza dei colleghi del pubblico hanno salari, percorsi professionali e tutele ferme in molti casi al 2005. Questo perché i datori di lavoro, che pure vivono di risorse pubbliche, continuano ad accaparrarsi profitti anziché investire nelle persone e nell’innovazione organizzativa. E’ una vergogna che dobbiamo smascherare”.

“Vogliamo che gli imprenditori si facciano carico di un rinnovo che significa riconoscere il valore del lavoro in sanità, ma che significa soprattutto rilanciare i servizi per la salute delle persone”, rimarcano Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Per avere una buona sanità c’è bisogno di operatori pagati con un salario dignitoso e messi in condizione di dare il meglio”.

“Da oggi la nostra mobilitazione sarà ancora più forte e capillare”, concludono. “Sarà un crescendo di azioni informative e di protesta. Andremo fino in fondo e se sarà necessario arriveremo anche a nuovo sciopero regionale”.

Così i sindacati, in una nota congiunta diramata al termine della giornata di protesta.

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