“Dopo la mancata firma definitiva del rinnovo, un’altra gravissima scorrettezza si abbatte sugli operatori della sanità privata: in queste ore stiamo ricevendo tantissime segnalazioni dalle strutture accreditate sulla mancata erogazione del premio di incentivazione previsto dal Ccnl in vigore. Aris e Aiop stanno scherzando con il fuoco. Alzeremo la protesta”, Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio – Cisl Fp Lazio – Uil Fpl Roma e Lazio – hanno scritto questa mattina alle associazioni datoriali per chiedere conto dell’“ennesimo colpo basso ai danni dei lavoratori”.

Chiusure dei servizi conteggiate a carico dei lavoratori, quarantena e isolamento calcolati come malattia ordinaria, decurtazioni del premio. Ancora una volta troppe aziende sanitarie associate ad Aiop e Aris stanno perdendo un’occasione per mostrare al proprio personale un minimo di riconoscimento per il lavoro svolto e continuano a trattare i lavoratori come ingranaggi di una macchina del profitto”, hanno denunciato i segretari generali di categoria. “La mancata ratifica della preintesa contrattuale ha già innalzato il livello di rabbia e malcontento, la decurtazione o in diversi casi il mancato pagamento del premio di incentivazione è l’ennesimo atto provocatorio e vessatorio nei confronti di persone che tutti i giorni svolgono un servizio pubblico di qualità, senza mai veder riconosciuto il valore del proprio lavoro”.

“E’ inaccettabile non tenere conto, nell’erogazione del premio, dell’eccezionalità del momento che stiamo vivendo”, hanno rimarcato Cenciarelli, Chierchia e Bernardini. “È profondamente ingiusto considerare le assenze non prevedibili come elemento a carico di lavoratori che già hanno pagato abbondantemente questa fase, chi con carichi di lavoro maggiori, chi con ferie forzate o assenze non retribuite per la chiusura dei servizi, chi con l’attivazione degli ammortizzatori sociali”.

“I 25mila lavoratori della sanità accreditata del Lazio avrebbero già dovuto avere l’aumento contrattuale e l’una tantum nella busta paga di luglio, così come avrebbero dovuto beneficiare del bonus Covid. E invece stanno ricevendo l’ennesimo colpo basso da chi dovrebbe valorizzare il loro lavoro e invece continua a far cassa sulla loro pelle”, hanno concluso i sindacalisti. “Pretendiamo l’immediato ripristino dei pagamenti e della correttezza retributiva. E con ancora più forza chiediamo alla Regione Lazio di intervenire: chi non è in regola con i rinnovi di contratto, con il pagamento dei salari e con il rispetto dei diritti deve essere messo fuori dal sistema sanitario regionale. Per questo la sanità privata sarà nuovamente in piazza a Roma il 24 agosto davanti alla Prefettura”.

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