Era stato licenziato con lettera di contestazione disciplinare, ora però la sezione V della Corte di Appello di Roma ha ribaltato la decisione dando ragione al lavoratore. La vicenda, che riguarda un dipendente e delegato sindacale dell’ospedale San Carlo di Nancy, era iniziata nel 2019 e da subito era stata seguita dalla CGIL: “Abbiamo ritenuto, d’intesa e supportati dai nostri avvocati, di impugnare il provvedimento dell’azienda perché ci è sembrata immediatamente una storia ingiusta e pretestuosa. In altre parole è stata colta l’occasione per punire un lavoratore scomodo, un rappresentante dei lavoratori membro della R.L.S. aziendale molto attivo nel segnalare disfunzioni e problematiche relative alla sicurezza sul lavoro”.

In primo grado però il Tribunale dà ragione ai rappresentanti datoriali dell’Ospedale San Carlo. “La decisione del Tribunale che accoglieva le istanze dell’Azienda ci ha lasciato amareggiati – prosegue la nota della FP CGIL Roma Lazio – ma convinti delle ragioni del lavoratore, abbiamo deciso di non desistere e continuare insieme questa lotta. La sentenza di oggi in Appello, che argina la tracotanza datoriale, ha una doppia valenza per noi: dà serenità al dipendente che, in oltre 20 anni di rapporto di lavoro con la struttura non ha mai ricevuto un provvedimento disciplinare, né è mai stato destinatario di contestazioni e restituisce dignità al significato del Lavoro. Inoltre tutta la vicenda ci ricorda ancora una volta l’importanza di uno strumento come l’articolo 18 e della tutela reintegratoria, liquidati in questi anni di liberismo spinto”.

“Di fronte a certi comportamenti datoriali – chiude la nota della FP CGIL Roma e Lazio – è importante non abbassare la guardia. Come CGIL saremo sempre impegnati nella tutela dei diritti di tutti e vigileremo nei posti di lavoro utilizzando principalmente la via del confronto leale e del dialogo”.

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