“A Roma e nel Lazio, il sindacato confederale non indice dal 2019 lo sciopero dei lavoratori del Tpl, per senso di responsabilità e abitudine a produrre risultati tramite la contrattazione: tuttavia, non è un caso se sul territorio abbiamo registrato altissime adesioni all’iniziativa di protesta prevista per oggi, dalle ore 8.30 alle ore 12.30. La partecipazione ha toccato picchi del 90 per cento. Sappiamo di aver purtroppo provocato disagi ai passeggeri, ma la posta in gioco è troppo alta: è inaccettabile che migliaia di lavoratori, che durante la pandemia sono stati in prima linea senza mai fermarsi, siano in attesa del rinnovo contrattuale dal lontano 2017”.

E’ quanto si legge in una nota dei Segretari Generali della Filt-Cgil di Roma e Lazio, della Fit-Cisl del Lazio e della Uil Trasporti Lazio, Eugenio Stanziale, Marino Masucci e Maurizio Lago, in cui si aggiunge che “negli ultimi 14 anni, i lavoratori hanno potuto beneficiare soltanto di due rinnovi contrattuali. Parliamo di persone che svolgono un lavoro faticoso e oneroso, ultimamente sempre più soggette ad aggressioni e insulti. Non si può rischiare la propria incolumità, e garantire l’universalità della mobilità, senza avere dalle parti datoriali un adeguato riconoscimento normativo e salariale”.

“Il nostro auspicio – concludono i sindacalisti – è che si crei un fronte comune tra lavoratori e cittadinanza, per chiedere congiuntamente una riorganizzazione del settore a beneficio di tutti, che vada verso la sistematizzazione e la messa in rete: ad oggi, il comparto è frammentato in migliaia di piccole aziende, e tutto ciò non fa che creare problemi di competitività delle diverse realtà, di programmazione del sistema della mobilità e di interlocuzione contrattuale. Le parti datoriali devono ascoltare la nostra voce”.

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