L’assessore regionale alla Scuola Claudio Di Berardino, è stato intervistato dal Corriere di Roma. Ecco le sue parole: “In occasione della riapertura dell’anno scolastico – ha detto – si è discusso molto se le scuole fossero un luogo dove si generava il virus o se veniva importato dall’esterno: abbiamo convenuto che sono un luogo protetto, anche grazie al lavoro di presidi, insegnanti e personale Ata e ai comportamenti dei ragazzi. Ma non dobbiamo sottovalutare – ha continuato – che nonostante queste attenzioni nella nostra realtà abbiamo avuto più di 30 scuole chiuse in autonomia o per decisione della Asl, più di 4mila tra studenti e personale coinvolti nell’emergenza Covid, più di 140 scuole con focolai e oltre 1.600 scuole con casi positivi. La scuola non dovrebbe riaprire già a dicembre? Io non vorrei impuntarmi sulle date, sul giorno o sul mese. Noi, come sempre, seguiremo ciò che impongono i decreti nazionali, o comunque le indicazioni che potranno emergere in sede di Conferenza Stato-Regioni, continuando nel frattempo a lavorare per non farci trovare impreparati: i colleghi della Sanità e dei Trasporti hanno attuato provvedimenti fondamentali per la gestione della situazione, dai tamponi rapidi al potenziamento delle corse. Se siamo tra coloro che spingono per riaprire? No, non spingiamo per riaprire, ma affermiamo comunque l’assoluta importanza di riportare in classe gli studenti. Come sempre, ci impegneremo per far sì che la riapertura avvenga nei momenti giusti: questa è una fase in cui il tema della salute e dei comportamenti individuali è prioritario (…)”.

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