Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla scuola. “E’ difficile applicare queste norme del governo –ha affermato Fratta-. E’ quello che ho detto anche al Ministro. I casi ci sono, è inutile nasconderli, l’obiettivo del governo è di non ricorrere alla dad generalizzata. Le nuove regole le conosciamo, il problema è che è difficile applicarle. Ad esempio, mi ha chiamato un dirigente stamattina dicendo: ho 40 classi, come faccio a controllare uno per uno? Quando stanno tutti in classe, se c’è un contagio, che faccio mando tutti a casa? Così come hanno fatto per i docenti, ci vuole una piattaforma in modo che il dirigente veda qual è la situazione degli studenti della sua scuola e la mattina va in ufficio e già sa che deve fare. Invece così, lo sa a metà mattinata se c’è un positivo e poi cosa fa li manda a casa a metà mattinata? Il software c’è, solo che non riusciamo a risolvere il problema della privacy perché trattandosi di minori c’è il problema. Sabato mattina si fa l’incontro con i capi dipartimento, il dottor Greco dice: nel primo pomeriggio mando le disposizioni alle scuole, ma se le mandi sabato, come fanno i dirigenti a convocare il personale? O queste norme si emanavano 3-4 giorni prima, oppure si rinvia la riapertura, si organizza la piattaforma e allora poi riapri. Tu non puoi lanciare il razzo quando non è pronto niente. Siamo in pieno caos. Il problema è che si ammalano anche i docenti, alcuni dirigenti stanno facendo addirittura le chiamate dirette. I dirigenti stanno esplodendo. Con tutto il rispetto per la privacy e per il garante, non riesco a capire perché in questo Paese in cui siamo tutti sotto controllo minuto per minuto, ci facciamo il problema della privacy su queste cose. De Luca pensava di ottenere consensi chiudendo le scuole, ma i genitori hanno fatto ricorso. Il problema è che l’economia rischia anche di essere bloccata per questo, è vero che la scuola non è il parcheggio dei figli, ma è anche vero che se tu lasci i bambini a casa crei problemi ai genitori che lavorano. Il sottosegretario Sasso se ne esce dicendo che i dirigenti non hanno comprato le mascherine, ma se il governo l’obbligo di ffp2 lo metti oggi, non ti puoi aspettare che i presidi comprino le mascherine seduta stante, l’acquisto richiede tempo, documenti, approvazioni, firme. Vaccini? Serviva obbligo generalizzato”.

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