Il Corriere di Roma apre così la sua edizione di sabato 21 settembre: “Scuola, mancano 2.500 insegnanti”. Lezioni iniziate ma tanti problemi nella Capitale. Nel Lazio sono invece 3.700 le cattedre vuote. Didattica e disagi. Il ministro Fioramonti regala banchi e lavagne digitali a due classi dell’istituto Rossini al Prenestino.

A pagina 2: “La scuola è cominciata, all’appello mancano 2.500 prof e 80 presidi”. Nella regione i docenti in meno sono ben 3.767.

La situazione – scrive Erica Dellapasqua – la fotografano i dati dell’associazione nazionale presidi del Lazio, che ancora oggi rileva gravi carenze negli organici. A Roma sono impiegati 38.447 insegnanti (tra scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado), ma ne mancano all’appello 2.487. Difficile anche la situazione per i maestri di sostegno: sono 6.742, ma ne servirebbero 675 in più. Problemi che comunque riguardano l’intera Regione, con 58.253 insegnanti e la necessità di altri 3.767 (ci sono anche 1.022 insegnanti di sostegno in meno).

“Come raccontano i dati, la situazione è di estrema difficoltà – spiega Mario Rusconi, presidente dell’associazione presidi Lazio -. Ancora il 25-30% delle cattedre di Roma sono scoperte quindi i dirigenti stanno chiamando i precari che si sono messi a disposizione aspettando che poi, ma tra quanti giorni ancora non lo sappiamo, l’Ufficio scolastico regionale nomini gli altri precari già in graduatoria”.

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