E’ stato approvato il disegno di legge di conversione del D.L. 30 aprile 2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), con una modifica all’art. 47 del D.L. con cui si aggiunge e specifica che le istituzioni scolastiche che hanno parametri numerici uguali o superiori a quelli previsti nel primo periodo sono disponibili per le operazioni di mobilità regionale e interregionale e per il conferimento di ulteriori incarichi sia per i dirigenti scolastici sia per i direttori dei servizi generali e amministrati.

E’ evidente che l’intervento legislativo sia diretto a riservare un numero di posti maggiore per le operazioni di mobilità regionale, interregionale e per le assunzioni in ruolo dei dirigenti scolastici, anche sulle scuole con un numero di alunni compreso fra 500 e 600 alunni, sia pure con limitazioni ai liberi trasferimenti che la Uil Scuola vorrebbe portare nell’ambito della contrattazione.

“Ferma restando l’urgenza dell’immediata applicazione della norma di legge – dicono Saverio Pantuso, Segretario generale della Uil Scuola Lazio, e Anna Salamino, Responsabile dei Dirigenti scolastici Uil Scuola Lazio chiediamo un sollecito confronto con l’Ufficio scolastico regionale per rimodulare il numero dei posti vacanti e disponibili in organico dal primo Settembre 2022. Solo nel Lazio si calcolano 26 Istituzioni scolastiche con un numero di alunni compresi tra 500 e 600. Rendere disponibili tali sedi ai fini delle nuove assunzioni in ruolo e della corrispondente percentuale di mobilità interregionale significherebbe, anzitutto, una boccata di ossigeno per i Dirigenti scolastici fuori sede e per tutti coloro che attendono fiduciosi una definizione delle rispettive aspettative, oltre che una sostanziale riduzione delle reggenze e di tutti i conseguenti, inevitabili, disagi”.

“La Scuola necessita di qualità, di stabilità e di personale che la faccia funzionare – concludono Pantuso e Salamino – Per queste ragioni la UIL auspica che l’Amministrazione non si trinceri dietro interpretazioni restrittive non allineate alla norma, riconoscendo tutti i posti sino ad ora indisponibili come utili per mobilità e nuovi incarichi”.

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