“I presidi nei guai tra plexiglass e distanze”. Così il Corriere di Roma a pagina 5. Le normative anti-virus di cui si parla sembrano irrealizzabili ai responsabili di molti istituti. Da Tor Bella Monaca al Centro, ecco tutti i loro dubbi sulla riapertura «sicura» di settembre.

I divisori in plexiglass tra i banchi, nel caso, chi li acquista e chi li pulirebbe? E le visiere, poi, le deve dare la scuola o le sterilizzano gli studenti? Ancora, coi banchi da due, e non da uno, che sono la maggior parte nelle scuole romane, come si fa, studenti vicini ma inscatolati in due box trasparenti distinti? Non sono provocazioni ma domande pratiche, tecniche, poste con sincero interessamento e curiosità da parte dei presidi (…).

Nella stessa pagina l’intervista a Mario Rusconi che rappresenta i presidi del Lazio: “Plexiglass e visiere? Purtroppo, soprattutto a Roma, bisogna fare i conti con situazioni che sembrano dettagli e invece sono limiti sostanziali, come per esempio il problema dei banchi doppi. Quasi tutte le scuole non hanno banchi singoli e, dunque, che ne facciamo di questi arredi? Si può organizzare tutto, ma bisogna correre perché settembre è dietro l’angolo: se davvero dovesse andare in porto questa possibilità, bisogna che il Comune e la città metropolitana pensino a far partire i cantieri appena possibile, lavorando anche tutto agosto. Non possono provvedere le scuole da sole. (…) Cosa propongo? Che i bandi per l’eventuale acquisto di visiere e plexiglass, se davvero sarà questa la scelta del governo, avvengano a livello centrale, di Comune o Città metropolitana, certo non possono ricadere su di noi pure le gare per visiere e arredi (…) Le soluzioni per ora non ci sono. Però dicoachi dovrà intervenire sulle strutture: prepariamoci già a lavorare non appena finiti gli esami e per tutta l’estate”

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