“Scuole, verso la chiusura: «Pronti alla Dad totale». Medici, falsa partenza”. Così apre stamattina l’edizione romana de La Repubblica. Il software di prenotazione dei vaccini dai dottori va subito in tilt. “Colpa di LazioCrea e della burocrazia”. Ancora scarsi i rifornimenti.

A pagina 2: “Vaccini dai medici di base Partenza a rilento: «Colpa del software di LazioCrea»”. Solo 90 dottori su 2200 sono riusciti a prenotare i flaconi per i pazienti. “Troppa burocrazia”, dicono Bene il resto della campagna, ieri record: 15mila in un giorno. Ma resta il tema delle scarse forniture.

A pagina 3. «Istituti chiusi al primo caso di variante». Pronti a tornare in dad”. Scatta l’allarme in vista tra presidi e famiglie: “Il 75% dei plessi non ha connessione”.

Con la diffusione delle varianti – si legge nel pezzo di Valentina Lupia -, cresce la preoccupazione di presidi, docenti, famiglie e studenti. E mentre il rischio di una nuova chiusura si fa di ora in ora sempre più concreto, le Asl aumentano il carico di lavoro e si attivano al primo caso di positività, “spedendo” interi plessi in didattica a distanza e organizzando screening a tappeto pur di prevenire cluster. In media, riportano i referenti Covid delle scuole e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Rocco Pinneri, gli istituti vengono chiusi al primo caso di virus mutato o dopo quattro casi di virus “normale”. E laddove c’è da aspettare il risultato di un tampone per sospetto Covid-19, tutta la classe finisce in isolamento preventivo

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