“Approvata ieri dal Consiglio Comunale la Delibera che riforma il Regolamento sul Servizio OEPAC, vale a dire l’assistenza educativa scolastica alle alunne e agli alunni disabili di ogni ordine e grado incidenti sul territorio di Roma Capitale. Esprimiamo soddisfazione per una Delibera importante per un servizio fondamentale che coinvolge oltre 7.000 famiglie e circa 3.000 lavoratrici e lavoratori impegnati ogni giorno in questo fondamentale compito”.

E’ quanto si legge nella nota firmara da Giovanni Alfonsi (Fp CGIL Roma e Lazio), Giancarlo Cosentino e Massimiliano Morgante (CISL Fp Roma Capitale Rieti) e Massimo Mattei (UIL Fpl Roma Lazio).

“Da anni come Organizzazioni Sindacali avevamo chiesto la revisione di un regolamento ormai obsoleto, non aggiornato rispetto la normativa Regionale vigente e che fino ad oggi ha negato diritti fondamentali per tutto il personale coinvolto – proseguono i sindacati -. Contestualmente al testo licenziato dall’Aula, abbiamo sottoscritto con l’Amministrazione Comunale nelle persona del Capo di Gabinetto del Sindaco, dell’Assessora alla Scuola e del Direttore del Dipartimento Scuola un accordo che prevede una serie di punti che vincolano l’Amministrazione al rispetto dei seguenti punti a prescindere da quella che sarà la forma di governance del servizio: 1) inquadramento del personale al livello D1 del CCNL Cooperative Sociali, con automatico riconoscimento reale e per la prima volta in tutto il Lazio della Funzione Educativa della figura dell’OEPAC; 2) vincolo per gli enti gestori del servizio al rispetto dei parametri economici e delle norme contrattuali, anche nel caso dei soci lavoratori; 3) accesso alla mensa e diritto alla consumazione del pasto per tutti gli OEPAC che devono assistere il proprio utente durante la somministrazione del pasto; 4) inserimento delle clausole sociali di salvaguardia per il personale così come previsto dall’articolo 50 del Codice degli Appalti, al fine di consentire continuità lavorativa per il personale ed educativa per gli alunni. Questo è un importante risultato che rappresenta solo l’inizio di un percorso di vera valorizzazione del servizio e degli oltre 3.000 tra lavoratrici e lavoratori in esso coinvolti”.

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