“Urge rendere più efficienti e resilienti le infrastrutture primarie per la fornitura di acqua destinata a usi civili, agricoli, industriali e ambientali, in modo da garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in tutti i settori e superare la politica di emergenza. Investire nelle infrastrutture idriche ha un impatto non solo sociale, ma anche economico. Una più efficiente e moderna gestione dell’acqua può garantire alla collettività maggiore ricchezza prodotta e riduzione degli sprechi. Secondo l’OMS, a livello globale per ogni dollaro investito nelle infrastrutture di trattamento idrico destinate all’approvvigionamento di acqua potabile, il ritorno è di 2 dollari. È necessario un intervento nella gestione delle acque reflue e di messa in sicurezza dei fiumi cittadini. Se lo Stato da solo non è in grado di assicurare la dotazione finanziaria necessaria, è possibile avviare partnership pubblico private (PPP) nel settore idrico come già fatto da altri Paesi. La Giordania, ad esempio, con la messa in funzione del progetto As-Samra Wastewater Treatment Plant. Un altro strumento finanziario a disposizione del Governo è quello dei green bond, le cosiddette obbligazioni verdi, la cui emissione è legata a progetti che hanno un impatto positivo sull’ambiente secondo standard ben precisi che vengono certificati dalla Climate Bonds Initiative (CBI), un’organizzazione riconosciuta a livello mondiale e impegnata a smobilizzare investimenti pari a 100 trilioni di dollari per infrastrutture sostenibili. Il Governo avvii quanto prima le discussioni con le amministrazioni locali, regioni, comuni e aziende, per valutare quali strategie di adattamento possono essere implementate con urgenza. La carenza di acqua, esasperata dai cambiamenti climatici e relativi disastri, può causare tensioni tra persone, comunità e paesi. Tensioni che possono esacerbare rapidamente fino alla violenza. Ecco perché è necessario chiedere la collaborazione dei nostri partner internazionali, facendo sì che tutti rispettino gli impegni presi, prima di adottarne di più audaci”.

Così in una nota, la senatrice Marinella Pacifico (Coraggio Italia, Gruppo Misto), componente Esteri e Segretario del Comitato Schengen, Europol e Immigrazione.

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