Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani), è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sui prestiti alle imprese. “C’è stato un consolidamento alla fine positivo, dopo che sono stati buttati almeno due mesi per incomprensioni, per una serie di problemi dovuti all’improvvisazioni. Ora fortunatamente la questione prestiti si sta avviando verso una soluzione abbastanza positiva”.

 

Sulla scuola. “Noi abbiamo fatto una proposta, quella di ricostruire o ristrutturare gli edifici scolastici. Se le banche fossero coinvolte dal governo, si potrebbe fare una programmazione di 5-6 anni, con i finanziamenti delle banche oltre a quelli del Recovery Fund. Il governo dovrebbe mettere intorno ad un tavolo tutti i principali gruppi bancari e programmare un finanziamento nel medio termine per la ricostruzione delle scuole, per mettere a norma quelle che sono carenti. Al nostro Paese servono interventi strutturali, non serve rincorrere l’emergenza”.

 

Sul rapporto del governo con le banche. “Ogni banca viaggia con le proprie gambe e per i propri interessi, c’è una competizione molto forte tra i vari istituti. Il rapporto con i governi è sempre molto ipocrita, gli amministratori delegati delle banche sono a parole filogovernativi, poi magari alle elezioni non votano quelle forze che sono al governo. La lotta tra la finanza e la politica, per colpa dell’inadeguatezza della politica, è tutta sbilanciata a favore della finanza, che fa il bello e cattivo tempo, invece la politica dovrebbe coinvolgere la finanza su progetti strutturali. Molti politici hanno il dente avvelenato con la finanza, perché su tanti temi non toccano palla, ma per fare delle cose sui territori devono chiedere finanziamenti alle banche”.

 

Su Mario Draghi. “Draghi al governo sarebbe la persona giusta perché conosce la Bce e conosce i meandri della finanza internazionale che conta, sarebbe l’unico in Italia che potrebbe tenere testa alla finanza”.

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