Ricostruire una solida rete di servizi alla persona, unendo le forze e stringendo un’alleanza tra generazioni. Con questo obiettivo si è concretizzato nel cuore di Trastevere presso il Centro Nathan di nuova apertura il primo progetto per la formazione di giovani fino a 35 anni d’età che diventeranno ‘Social Trainer’, innovative figure professionali che supporteranno le persone anziane dal punto di vista digitale, nella pratica sportiva e nelle relazioni sociali.

Il nuovo servizio per la comunità è organizzato e gestito dalla ASP Asilo Savoia che, come previsto dal proprio piano triennale 2022-2024, ha proceduto con fondi propri al completo recupero dei locali della ex ‘Scuola Mazzini’, prima scuola laica di avviamento professionale aperta a Roma nel cuore di Trastevere nel 1872 da Sarina Nathan in memoria di Giuseppe Mazzini, scomparso nello stesso anno. La scuola, dopo 20 anni di abbandono, ha riaperto le porte diventando un centro di orientamento e formazione, accreditato presso la Regione Lazio, per donne già vittime di violenza o in situazione di svantaggio sociale, intitolata ai nomi di Sarina e del figlio Ernesto Nathan.

“Da luogo dimenticato a ‘Hub’ di formazione e accoglienza per i più fragili, così la “Scuola Mazzini” rinasce nel nome di Nathan. Quella di oggi – commenta il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – è una bella occasione per ricordarci quanto l’impegno civico, lo spirito di servizio e la grande competenza possano lasciare traccia e fare davvero la differenza nel migliorare le vite di chi ha più bisogno. Con la riforma delle ASP (ex IPAB) – conclude Zingaretti –, abbiamo dato una svolta ai servizi sociali sociosanitari ed educativi del Lazio che ha prodotto un significativo rafforzamento della presenza delle istituzioni nei quartieri e nei territori”.

“Attraverso il Centro Nathan – ha dichiarato il Presidente di ASP Asilo Savoia Massimiliano Monnanni – oltre a tenere fede alla missione sociale di Sarina ed Ernesto Nathan, promuoviamo un modello di welfare generativo che mira ad offrire a target fragili come NEET e donne vittime di violenza percorsi di uscita dal sistema tradizionale dei servizi sociali, promuovendone concretamente e con efficacia l’autonomia economica. L’ex Opera Nathan, antica istituzione sociale nata nel solco dell’eredità spirituale di Giuseppe Mazzini, ritrova da oggi nuova linfa rispondendo a fondamentali esigenze sociali proprio a 150 anni dalla sua scomparsa”.

Il Centro Nathan sarà un vero e proprio “hub” di riferimento per i processi di inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro dei neo-maggiorenni, dei giovani NEET e delle donne vittime di violenza o sottoposte a procedimenti restrittivi della libertà personale in carico ai servizi sociali, a partire dai 64 utenti già inseriti nei servizi residenziali di Asilo Savoia. Un focus particolare verrà svolto nel settore delle professioni sportive, attraverso il Programma “Talento & Tenacia” e la gestione di appositi corsi per “istruttori di attività motorie” riconosciuti dalla Regione Lazio, corsi per “Social Trainer” riconosciuti da CONI – AICS, corsi per addetti alla vendita nell’ambito dell’attività del Progetto “Modiamo” promosso d’intesa con Caritas Diocesana di Roma etc.

Infine l’Asilo, ha istituito un Premio intitolato ad “Ernesto Nathan”, Amministratore comunale dal 1895, Sindaco di Roma dal 1907 al 1913 ed appunto fondatore e benefattore dell’Opera dedicata alla madre Sarina. Il premio punta a preservare, tramandare e diffondere la memoria di Ernesto e Sarina Nathan nello sviluppare la conoscenza e la profonda modernità delle rispettive opere presso l’opinione pubblica e la cittadinanza.

La trasformazione delle IPAB in ASP – conclude la nota – ha rappresentato un punto di svolta per lo sviluppo dei servizi alle persone. Se oggi nel Lazio c’è una rete solidale per non lasciare indietro nessuno è anche grazie alla riforma, approvata due anni fa, di snellimento delle IPAB, ridotte da 59 a 12. Oggi le ASP svolgono nel Lazio un compito fondamentale, per un sistema di interventi socioassistenziali, sociosanitari e educativi sul territorio a 360 gradi, dai progetti per lo sport a vocazione sociale nei quartieri, al recupero e alla valorizzazione di spazi pubblici, alla gestione di strutture per gli anziani o disabili, o per l’infanzia

 

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