“Sos commercio: «Da marzo ha chiuso il 40% dei negozi»”. Così aprono stamattina le pagine romane di Leggo.

In tutto si contano chiusure per il 40% dei negozi a partire da marzo: il 25% nel centro e il 15% nel resto della città – si legge nell’articolo di Flavia Schicchitano -. Mentre sono 25mila i negozi che rischiano la chiusura da qui a fine anno; circa 5mila i bar e ristoranti. Più colpite le vie dello shopping, senza distinzione tra quartieri.

“Bisogna distinguere tra negozi di lusso, aziendali di seconda fascia e negozi di vicinato – spiega David Sermoneta, presidente di Confcommercio Centro storico Roma -. I negozi di lusso non chiudono per non abbandonare la posizione strategica ma la clientela fatica a raggiungerli. I negozi di vicinato non hanno i soldi per chiudere mentre i negozi aziendali di seconda e terza fascia, esclusi dagli aiuti, non ci hanno pensato due volte, hanno chiuso e attivato la cassa integrazione. Molti hanno razionalizzato le riaperture chiudendo punti vendita. Il fatturato è ormai azzerato, anche per le scelte scellerate del Comune – osserva Sermoneta – Da quando hanno riattivato la Ztl non vediamo più un cliente. La gente dovrebbe venire in centro in bici o monopattino? È una scelta discriminatoria. Le previsioni per Natale sono disastrose”.

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