La Repubblica di Roma apre con il tema rifiuti: “Svolta di Ama: piano da 530 milioni. In 5 anni discarica e inceneritore”, titola il quotidiano. L’azienda presenta il suo progetto anti-crisi alla giunta: capitale divisa in quattro quadranti e nuovi impianti per sostituire i tmb di Rocca Cencia e Salario. Inevitabile l’aumento della Tari.

A pagina 3: “Rifiuti, Ama punta sull’inceneritore. In giunta un piano da 530 milioni”. Arriva in Comune il progetto dell’azienda che divide la città in quattro quadranti: previsti due Tmb per sostituire Salario e Rocca Cencia, discarica e impianti per biogas. Tari verso l’aumento: con lo stop a Colleferro 18 milioni di costi in più.

Lorenzo D’Albergo sulle colonne del quotidiano approfondisce il contenuto del piano Ama: un inceneritore di ultima generazione, magari su uno dei terreni del ministero della Difesa. La discarica in uno dei sette siti (ma spunta pure l’idea Cesano) individuati dai tecnici di Comune, Città metropolitana e Regione nel vertice alla Pisana. E poi due nuovi impianti di trattamento meccanico biologico in sostituzione del Salario e di Rocca Cencia e altrettanti per il compostaggio. Gli ultimi, per cui è già stato avviato l’iter autorizzativo, verrebbero ampliati per la produzione di biogas. È questa la proposta che Ama si prepara a sottoporre alla giunta grillina – si legge su La Repubblica di Roma -. Un piano con quattro ipotesi in cui, di volta in volta, vengono inseriti nuovi impianti. Dividendo la città in quattro quadranti, il progetto base (25% di chiusura del ciclo) prevede soltanto l’individuazione della discarica. Poi arrivano i Tmb (50%), quindi il termovalorizzatore (75%), infine il biogas. Per arrivare al 100% e rendere finalmente autosufficiente Roma servono investimenti per 530 milioni di euro in 5 anni. (…)

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