Si tratta o di tamponi fatti male oppure con strumenti non proprio dei migliori”. Ai microfoni di iNews24, l’infettivologo Giovanni Di Perri, responsabile delle malattie infettive dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, spiega il motivo per cui molte persone, pur avendo i sintomi del Covid, potrebbero risultare negative al tampone.

“Ne arrivano tanti fai-da-te anche dall’estero ma non sono tutti uguali. Negli ultimi sette giorni ne abbiamo provati sette o otto diversi in serie e abbiamo visto che non tutti funzionano bene. All’inizio c’erano due o tre prodotti che circolavano, adesso molti di più e non tutti sono efficaci. Secondo me c’è molto disordine ed è possibile che sia sceso il livello medio della qualità dei tamponi”. 

L’aumento dei decessi anche se i casi Covid sono in discesa, secondo Di Perri  “è dovuto a quello che è successo una ventina di giorni fa. Per questa ragione i contagi iniziano a diminuire ma i morti no”. 

L’infettivologo spiega che il picco dei contagi potrebbe essere stato raggiunto: “Se guardiamo cosa è successo in Portogallo, dove Omicron BA.5 è arrivata prima, l’impressione è che la durata sia più o meno quella, quindi la curva dovrebbe essere in discesa. Oggi abbiamo 71.075 contagi, ieri 80.653, ma quelli reali sono almeno quattro volte in più. Questo virus è molto contagioso. Quindi ad un certo punto, quando ha contagiato tutti i ‘contagiabili’, la curva inizia a scendere, grazie all’immunità raggiunta almeno per qualche mese. Dovremmo essere arrivati all’inizio della discesa della curva”. 

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