“Auspico che il Governo prenda in mano la regolamentazione del settore taxi. A guidare l’azione politica sulla concorrenza deve esserci la tutela del cittadino e non i privilegi di una categoria. Il contestato articolo 10 prevede un adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante l’uso di applicazioni e una promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati. L’ultima e unica vera regolamentazione del settore è di 30 anni fa, serve un adeguamento alla luce delle nuove esigenze dei cittadini e dei visitatori che allinei l’Italia alle grandi democrazie occidentali. Oggi, con l’avvento dei servizi offerti dalle applicazioni digitali, ciascuno di noi ha diritto a potere usufruire del servizio che ritiene più idoneo alle sue aspettative, secondo chiare modalità e tariffe stabilite dal Governo. L’iniziativa più recente è il decreto 143/2018 convertito in legge l’anno successivo e che porta la firma del governo Conte I. Già sospesa dal Ministero dei Trasporti, è stata giudicata incostituzionale da una sentenza della Consulta nel 2020. Per tanto, ritengo opportuno un vero intervento regolatorio del settore che non è esente dall’adeguarsi allo sviluppo e ai cambiamenti tecnologici atti a migliorare la vita e il benessere della collettività”.

Così in una nota, la senatrice Marinella Pacifico (Coraggio Italia, Gruppo Misto) commentando lo sciopero dei tassisti contro il disegno di legge sulla concorrenza.

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