“Fast-food a Termini: si cambia. Ora a rischio trecento lavoratori”, titola stamattina La Repubblica di Roma. Grandi Stazioni disdetta i contratti d’affitto con i gestori delle aree di ristoro. Chiude McDonald’s. Chef Express: ricollocheremo i dipendenti, apriremo a Tiburtina. I sindacati: “Servono garanzie”.

“Termini, rivoluzione fast-food: 300 a rischio e arrivano i robot”, il titolo a pagina 3.

Entro marzo 2020 – riporta il quotidiano – chiuderà tutta l’ala della ristorazione della stazione Termini che affaccia su via Marsala: il contratto di affitto con Chef Express è scaduto nel 2018 e dopo la proroga di un anno fa, la società titolare, Grandi Stazioni, non lo rinnoverà.

A chiudere nei prossimi mesi saranno altri locali tra cui Mister Panino, Bar centrale, Pizzeria Rosso Sapore, Ristorante Gusto. Chiuderà anche il McDonalds: “Dipende dal contratto di locazione tra Chef Express e Grandi Stazioni”, spiega Elena Schifino segretaria regionale di Filcams Cgil. Seguiranno lavori di riqualificazione e altri negozi di retail. In tutto, i locali che chiuderanno impiegano poco più di 300 lavoratori: che fine faranno? La risposta dovrebbe arrivare domani durante la riunione tra i sindacati e il gruppo Cremonini. Che a Repubblica, in vista dell’incontro, fa sapere: “Stiamo lavorando a un risultato soddisfacente per tutti e per aprire un grande ristorante alla stazione Tiburtina che sarebbe una valvola di sfogo”.

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Solo tra McDonald’s e Chef Express, sono 230 i dipendenti coinvolti, che rischiano il precariato o in ultima analisi la lettera di licenziamento.

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I sindacati vogliono la piena ricollocazione dei 230 ma sanno che il nuovo locale che aprirà a Termini non potrà reimpiegarli: a servire i 180 posti a sedere ci saranno i robot totem che però, bisogna specificare, non sono collegati né pensati per sostituire i lavoratori a rischio: è piuttosto una questione di mercato, sempre più digitalizzato. “Noi non siamo contro l’innovazione — spiega Elena Schifino — chiediamo che Grandi Stazioni sia parte attiva in questo confronto: sono loro a dare gli spazi e dentro questi spazi ci sono lavoratori in carne e ossa”. (…)

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