Il Fatto Quotidiano dedica ampio spazio stamane all’imminente ritorno dell’Educazione Civica a scuola: “Torna l’Educazione civica: senza prof. per insegnarla”, titola il quotidiano. La novità. Un’ora obbligatoria alla settimana, voluta dalla Lega. Ma negli istituti non esistono docenti qualificati: sarà il caos. “Sperimentazione”. Forzatura di Bussetti per partire a settembre. Manca un parere, non escluso il rinvio al 2020.

Lorenzo Vendemiale scrive: “(…) La legge crea un paradosso: adesso nella scuola italiana c’è la materia di educazione civica ma non l’insegnante di educazione civica. Questa figura non esiste. Quella che vi si avvicina di più è il docente di scienze giuridiche (classe di concorso A-46), infatti il testo spiega che spetterà a loro insegnarla, “ove disponibili”. La postilla non è banale: è una categoria presente solo negli istituti tecnici e professionali e nei licei di scienze umane. Di ruolo ce ne sono 11 mila in tutta Italia. Altri 4 mila circa sono assunti nel cosiddetto “organico dell’autonomia”, il “potenziamento” di personale creato dalla Buona scuola di Matteo Renzi per fare attività varie. Le (poche) scuole che hanno la fortuna di ritrovarsene uno in casa sono a posto. E tutte le altre? Il provvedimento non dice nulla, né prevede alcuna assunzione: dal 2020 sono stanziati 4 milioni di euro per “for – mare” i docenti, intanto è un bel problema e ci si dovrà arrangiare con ciò che c’è. Alle elementari ogni maestro farà un pezzettino di insegnamento (con un coordinatore che propone il voto), alle superiori invece spetterà al consiglio di classe individuare il professore più idoneo (senza ovviamente nessun compenso). (…)”

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